(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli attacca duramente la gestione governativa degli incentivi alle imprese, denunciando quello che definisce un approccio irresponsabile e propagandistico.
“Prima Transizione 4.0 arrivava al 50%. Poi il Governo l’ha definanziata e portata al 20%. A quel punto hanno fatto l’operazione di marketing: nuovo nome, Transizione 5.0, grandi annunci, ‘abbiamo riportato i crediti al 50%'”, spiega Patuanelli in un post sui social.
“Peccato che fosse solo fumo e che il pacchetto, infarcito di burocrazia, non abbia mai davvero funzionato. Ora Transizione 5.0 è stata a sua volta definanziata, i fondi non ci sono, 2 miliardi di investimenti sono bloccati, e alle imprese resta solo un 4.0 depotenziato al 20%”, prosegue il senatore pentastellato.
La critica si concentra sulla strategia comunicativa dell’esecutivo: “Traduzione: prima tagliano gli incentivi, poi cambiano il nome per far finta di averli rilanciati, li riempiono di scartoffie, poi tagliano di nuovo tutto”.
Le conseguenze per il tessuto produttivo sono pesanti, secondo Patuanelli: “Nel frattempo aziende che avevano pianificato investimenti, firmato contratti, avviato progetti, oggi restano ferme. Produzione bloccata, cantieri congelati, scelte industriali sospese, cassa integrazione che esplode”.
Il giudizio del capogruppo M5S è netto: “Questa non è politica industriale. È improvvisazione. È propaganda. È dilettantismo allo stato puro. Cambiare i nomi non crea crescita. Annunciare numeri senza coperture non crea investimenti. Giocare con miliardi di euro sulla pelle delle imprese è irresponsabile”.
La proposta del Movimento 5 Stelle è chiara: “Bisogna tornare subito a Transizione 4.0 come è stato pensato e messo a terra nel 2019/2020 prima che sia troppo tardi, abbandonando la logica preistorica degli ammortamenti e cassando definitivamente quel pastrocchio di Transizione 5.0 firmato dal Ministro Urso”.
