(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La Manovra 2026, imponendo aggravi fiscali a cittadini e imprese, punta su circa 10 miliardi di maggiori entrate complessive. Tanti sacrifici chiesti al Paese, senza peraltro alcuna certezza di raggiungere l’unico, vero obiettivo ragionieristico della Legge di bilancio: portare e confermare il rapporto deficit/pil sotto il 3% non per le tanto sbandierate responsabilità e prudenza, ma per liberare nel prossimo triennio una spesa militare aggiuntiva di 23 miliardi, comunque a debito, e cominciare così ad adeguarsi agli accordi Nato.
Il Governo ha tagliato investimenti e ha utilizzato coperture una tantum, arrivando persino a sacrificare risorse del Pnrr, in aperto contrasto con le nuove regole europee che richiedono un rientro strutturale e pluriennale del deficit.
Con la crescita ferma allo zero virgola e la spesa per armamenti finanziata anche a debito, il rischio di non uscire dalla procedura di infrazione per deficit resta altissimo. Famiglie e imprese pagano il prezzo, subiscono un salasso, ma il risultato non è affatto garantito.
Il governo viaggia a vista senza una visione di Paese.
