(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Anche se ripetuta cento volte, la bugia secondo cui le pensioni future saranno troppo basse per colpa del regime contributivo, e si rende quindi necessario ricorrere alla previdenza complementare, resta una bugia.
La colpa delle pensioni basse è nei bassi salari (e quindi nei bassi contributi) e nelle carriere discontinue. E chi ha bassi salari non ha neppure i soldi per farsi una pensione complementare.
La vera verità è che, mentre vanno a chiedere ‘contributi’ alle banche e alle assicurazioni per la manovra, portano in dote un bel regalo ai piani di previdenza non contrattuali che loro gestiscono: i piani individuali e i fondi aperti.
La legge di bilancio infatti autorizza, al di fuori di ogni decisione contrattuale, la possibilità di trasferire il proprio piano previdenziale, comprensivo di contributo del datore di lavoro, a forme previdenziali non negoziali.
Anche questa è una forma di privatizzazione strisciante, come quelle messe in atto nella scuola e nella sanità. Un bel vantaggio per assicurazioni e banche, ma non certo per i lavoratori e la loro pensione futura, dal momento che, come evidenziato molto spesso dalla Covip, sono forme previdenziali con commissioni decisamente più alte”.
