(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Riteniamo ridicolo l’intervento del ministro Giorgetti alla Camera in occasione dell’informativa sull’operazione Mps-Mediobanca. Il ministro dell’economia, che si diverte da tre anni a presentarsi come un mero passante nelle manovre più discutibili del suo Esecutivo, ha avuto l’ardire di sostenere che nella vicenda Mps-Mediobanca non ha prodotto alcuna ingerenza ed Mps è stata del tutto autonoma. Abbiamo sfondato il ridicolo.
Giorgetti è il ministro che ha confermato nel 2023 Luigi Lovaglio come Ad di Mps. È il ministro che ha incaricato Banca Akros di vendere il 15% di Mps, poi ceduto tra gli altri a Banco Bpm, che controlla la stessa Banca Akros.
Dopo questa cessione, e la successiva offerta di Mps su Mediobanca, nuovo presidente di Mediobanca è diventato l’ex ministro dell’economia Vittorio Grilli, guarda caso in precedenza consulente di Mps proprio nell’offerta su Mediobanca; nuovo Ad di Mediobanca è diventato Alessandro Melzi d’Eril, guarda caso ex Ad di Anima, altra società che ha beneficiato della cessione di parte del pacchetto di azioni Mps.
Per supportare la scalata di Mps a Mediobanca, azioni di piazzetta Cuccia sono state costantemente rastrellate da Enasarco, Enpam e Cassa forense, ossia Casse di previdenza vigilate dal Mef. In una di queste Casse, Enasarco, nel ruolo di consulente troviamo Gaetano Caputi, capo di gabinetto della Meloni.
E allora Giorgetti, che evidentemente ha le mani in pasta nel risiko, vada a raccontare altrove le sue storielle. La vera Manovra economica del Governo Meloni è il risiko bancario, giocato alle spalle del Paese a cui nel frattempo si infligge una Legge di bilancio immonda. Lo diciamo da mesi e continueremo a rilevarlo”.
Lo comunica in una nota Marco Pellegrini (M5S), componente del Copasir e della Commissione difesa della Camera.
