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COLDIRETTI TRENTINO ALTO ADIGE * DECLASSAMENTO DEL LUPO: BARBACOVI, «PASSO AVANTI FONDAMENTALE, PER TUTELARE LE NOSTRE MONTAGNE»

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16.46 - mercoledì 10 dicembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Declassamento del lupo: Coldiretti Trentino Alto Adige esprime soddisfazione. Barbacovi: “Passo avanti fondamentale per tutelare le nostre montagne”.

“Accogliamo con grande soddisfazione il via libera del Parlamento italiano alla legge di delegazione europea che recepisce il declassamento del lupo da specie ‘rigorosamente protetta’ a ‘protetta’. Si tratta di un segnale importante, che va nella direzione da noi richiesta da anni: consentire finalmente una gestione più flessibile e concreta dei grandi carnivori, per tutelare allevatori, agricoltori e la sicurezza dei cittadini”. È quanto afferma Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige, commentando l’approvazione della norma che apre alla possibilità di interventi di controllo sulle popolazioni di lupo e sulla gestione dei singoli esemplari problematici.

“Le istituzioni nazionali hanno raccolto l’appello dei territori di montagna, e in particolare del Trentino Alto Adige, tra le aree più colpite d’Italia dal fenomeno. Negli ultimi anni – ricorda Barbacovi – abbiamo assistito a decine di attacchi con conseguenze gravissime, che stanno mettendo in ginocchio gli allevamenti e accelerando lo spopolamento delle zone interne. Questo provvedimento rappresenta finalmente una risposta concreta a un disequilibrio che non era più sostenibile”.
Il presidente di Coldiretti sottolinea come il voto arrivi dopo un articolato percorso europeo che ha visto l’Italia e le Province autonome impegnate nel chiedere un aggiornamento della direttiva Habitat e nell’evidenziare la necessità di strumenti più adeguati ad affrontare le criticità sui pascoli e sugli alpeggi.

“Con oltre 3.300 lupi in Italia e più di 25.000 a livello europeo – prosegue – non si può più parlare di specie in via di estinzione. Al contrario, il vero rischio oggi è la scomparsa dell’uomo dalla montagna, con danni incalcolabili per l’economia, l’occupazione e la cura del territorio. Senza l’attività quotidiana delle aziende agricole, aumentano degrado, frane e alluvioni, amplificati dagli effetti dei cambiamenti climatici”.

Barbacovi richiama anche la grande mobilitazione dello scorso anno a Trento, che vide oltre mille allevatori e agricoltori manifestare davanti al Palazzo della Regione: “Lo abbiamo detto forte e chiaro e oggi lo ribadiamo con forza: vogliamo difendere gli alpeggi assediati dai grandi carnivori, tutelare la vita dei cittadini e fermare lo spopolamento della montagna. Oggi, grazie al voto della Camera dei deputati e della Commissione agricoltura del Senato, si compie un passo avanti decisivo in questa direzione”.
“Il Trentino Alto Adige – conclude – è uno dei territori italiani più interessati dalla presenza dei grandi carnivori. Per questo serve passare dalla semplice conservazione alla gestione attiva. Malghe, pascoli e allevamenti sono pilastri della nostra storia, delle nostre tradizioni e anche del nostro turismo: difenderli significa difendere l’identità stessa delle nostre montagne”.

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