(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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A Praga lo studente Jan Palach si dà fuoco per protestare contro l’invasione sovietica. E mentre l’estate porta con la missione Apollo l’uomo sulla Luna, in Italia sale l’onda lunga della protesta, che sfocia nell’autunno caldo. Poi l’atmosfera cambia rapidamente, per spegnersi nel gelido dicembre di Milano, con la strage di piazza Fontana. Sono solo alcuni degli avvenimenti che hanno contraddistinto il 1969, e che «Questa è la storia. Il Novecento a 45 giri», il programma Rai Cultura nato da un’idea di Umberto Broccoli, racconta sulle note di una canzone-guida.
I materiali delle Teche Rai arricchiscono il racconto e gli interventi dello storico Umberto Gentiloni, del cantautore Amedeo Minghi e del compositore e produttore Massimiliano Pani offrono testimonianze e approfondimenti. In studio, co-narratrici insieme a Broccoli, la storica Ada Nardacchione e la giornalista Simona Vanni.
Il 1969 è anche l’anno in cui, mentre nelle piazze si protesta e il mondo si trasforma, la musica continua a fare da filo invisibile: unisce, racconta, accompagna. Dai brani più popolari fino ai grandi raduni internazionali come il Festival di Woodstock, dove centinaia di migliaia di giovani condividono attraverso la musica la stessa idea di libertà. In Italia, una canzone tra tutte diventa simbolo di quell’anno: Occhi neri occhi neri di Mal. Non è solo un successo, ma un fenomeno di costume: è il volto di una generazione che cambia, tra capelli lunghi, emozioni immediate e un nuovo bisogno di esprimersi.
“Questa è la storia. Il Novecento a 45 giri” è un programma con Umberto Broccoli e Ada Nardacchione e Simona Vanni; di Umberto Broccoli, Gianluca Miligi, Andrea Orbicciani, con la regia di Leonardo Sicurello, produttore esecutivo Annalisa Vasselli. La puntata è firmata da Simona D’Aquanno.
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