(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Intellettuale impegnato e lucido, Italo Calvino è stato uno dei narratori più significativi del Novecento.
A 40 anni dalla sua scomparsa, Rai Cultura gli dedica la puntata di “Passato e Presente” in onda venerdì 19 settembre alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia. A raccontarlo, Paolo Mieli e la professoressa Barbara Berruti.
Scrittore multiforme, ha sviluppato negli anni una narrativa innovativa che ha saputo combinare fantasia, riflessione filosofica e rigore strutturale. Una produzione, la sua, sempre curiosa del mondo, che ha fuso insieme sperimentazione e leggerezza e che, dall’esordio nel dopoguerra con opere legate al neorealismo, si è trasformata nei lunghi decenni della sua attività.
Alla fine del secondo conflitto mondiale, Calvino, trasferisce nel campo culturale e politico l’esperienza della lotta partigiana e nel 1947 esce “Il sentiero dei nidi di ragno” ambientato durante la Resistenza. Iscritto al Partito comunista italiano, scrive sul quotidiano l’Unità.
Poi, nel 1957, a seguito dell’invasione sovietica dell’Ungheria, esce dal Pci. E’ il periodo dei suoi romanzi di critica sociale, ambientati durante il boom economico, un sistema che elargisce benessere e inganno, promesse e nevrosi.
Nel 1967 si trasferisce a Parigi dove entra in contatto con un gruppo di intellettuali promotori di una letteratura fondata su vincoli matematici o giochi enigmistici.
Per Calvino la letteratura è uno strumento per penetrare decodificare e interpretare la realtà, rendendo universali temi complessi come il rapporto tra realtà e immaginazione, scienza e poesia, ordine e caos. Grande anticipatore di riflessioni contemporanee sul linguaggio sull’identità e sulla percezione della realtà.
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