(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’8 dicembre 2024, in Siria, i ribelli islamisti conquistarono la capitale Damasco e rovesciarono il regime di Assad.
Da quel giorno, molte cose sono tornate possibili nel Paese, anche se la situazione rimane pericolosa.
Nel gennaio 2025, il leader dei ribelli ed ex membro di al-Qaeda, Ahmed al-Sharaa, è diventato presidente ad interim e da allora ha mostrato, almeno all’esterno, un lato meno estremista.
A “Radio3 Mondo”, in onda venerdì 5 dicembre alle 11 su Radio 3, Anna Maria Giordano ne parlerà con Agnese Franceschini, giornalista della radio televisione pubblica tedesca Wdr.
Ora è giunto il momento di ricostruire il Paese.
Si tratta di un’impresa gigantesca, che la Banca Mondiale stima costerà quasi 200 miliardi di euro, ben 10 volte il prodotto interno lordo della Siria.
Ma il denaro non è l’unico problema.
Manca manodopera specializzata.
Molti professionisti, quindi, si chiedono come possono contribuire.
Architetti, esperti informatici, medici, ingegneri: i siriani provenienti dalla Germania, dove risiede la più grande comunità d’Europa, stanno facendo il possibile per aiutare nella ricostruzione della loro vecchia patria.
Ma le persistenti preoccupazioni per la sicurezza e l’attaccamento alla loro nuova casa impediscono a molti di intraprendere la via del ritorno.
Proprio in un momento in cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato: “La guerra civile in Siria è finita. Non c’è più motivo di chiedere asilo in Germania e, pertanto, possiamo iniziare con i rimpatri”.
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