(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Mediaset Italia 2, da sabato 16 maggio propone una collection di film horror pensati per un pubblico di estimatori e appassionati: un preciso target, da sempre punto di riferimento della programmazione del canale tematico Mediaset nato 15 anni fa, il 4 luglio 2011.
La collection di Italia 2, rete ricca di anime, manga, serie-culto e film de’ paura, inizia con sette serate dedicate a Dario Argento, seguite dalla trilogia Blu Profondo e le saghe La notte del Giudizio e Final Destination, come da altri titoli iconici tra i sottogeneri slasher, folk, new black e body horror. Si comincia con un capolavoro assoluto: Profondo Rosso.
– Dal 16 maggio, per chi desideri rivedere i fondamentali del Maestro del Brivido: dopo Deep Red (1975), La Terza Madre (2007), capitolo conclusivo della Trilogia delle Madri (con Suspiria e Inferno). Quindi, il periodo americano e sperimentale, composto da Trauma (1993), con la figlia Asia; La Sindrome di Stendhal (1996), thriller psicologico molto cupo; Il Fantasma dell’Opera (1998), personale e carnale rilettura del classico di Gaston Leroux, con musiche di Ennio Morricone. Infine, il ritorno al giallo, con Non ho sonno (2001) e Il Cartaio (2004).
– Sempre a maggio, in ordine sparso, grandi classici, commedie nere e horror sperimentali e moderni: lo spettacolare Nope (2022), di Jordan Peele; il folle e imprevedibile Malignant (2021); la satira politica ferocissima di The Hunt (2020). E poi, horror psico-paranormali, con Separation (2021) e Obbligo o Verità (2018). Sangue e cult, con La Cosa, prequel del capolavoro del 1982 di John Carpenter, e Non aprite quella porta: l’inizio (2006), prequel del remake di Marcus Nispel. Infine, I morti non muoiono (2019), dove Jim Jarmusch dirige una zombie-comedy dal cast stellare.
– Da mercoledì 20 maggio, appuntamento con la trilogia Blu Profondo (Deep Blue Sea), saga horror fantascientifica incentrata su esperimenti genetici, che rendono gli squali estremamente intelligenti e pericolosi.
– Da fine maggio torna The Purge, che immagina un’America del futuro in cui, una notte all’anno, ogni crimine è legale per 12 ore. Cinque i film: La notte del giudizio (2013), Anarchia – La notte del giudizio (2014), La notte del giudizio – Election Year (2016), La prima notte del giudizio (2018), La notte del giudizio per sempre (2021). In ogni capitolo si esplora la disuguaglianza economica e il controllo della popolazione, dove lo Stato usa lo Sfogo per eliminare le classi più povere e pulire la società. Nel frattempo, il creatore James DeMonaco ha ipotizzato un sesto capitolo.
– Da fine giugno, infine, al via la saga horror soprannaturale basata sul concetto che la Morte sia un’entità con un disegno preciso. Cinque i film: Final Destination (2000), Final Destination 2 (2003), Final Destination 3 (2006), The Final Destination 3D (2009), Final Destination 5 (2011). Dopo Final Destination: Bloodlines (2025) è confermato lo sviluppo di un settimo film, per il 2028.
Horror for Dummies
Come è noto, la visione di un horror stimola la produzione di dopamina, endorfine e adrenalina, riducendo stress e generando euforia. Passare una serata in compagnia della programmazione film di Italia 2, quindi, può mentalmente equivalere a una sessione di crossfit, a ridere a crepapelle o a raggiungere il focus di chi fa sport estremi. Nell’intimità e nella comodità di un salotto. E pure tra amici.
L’horror, quindi, non è semplice intrattenimento e il connubio giovani-horror, in particolare, è un classico rito di passaggio e un sano momento di socializzazione. Sostituto moderno della prova di coraggio, test dei propri limiti emotivi in un ambiente controllato e sicuro, chi supera la visione di un horror gode di maggior prestigio all’interno del proprio gruppo. Raramente, infatti, questo genere viene visto da soli: è così che condivisione di ansia e paura collettiva creano legami immediati e facilitano la coesione. Un momento, che le Gen Z e Alpha hanno fatto proprio, rendendo cool la paura e un prodotto estetico il terrore, che vengono manipolati e ricreati sui social, con edit, meme e tutorial.
Nel corso del tempo, il mostro ha rappresentato eventi da dimenticare o emarginare: nei ’50 (Guerra Fredda), gli alieni sono paura d’infiltrazione comunista e perdita d’individualità; nei ’70 (Rivoluzione sessuale), riflette il collasso di autorità patriarcale e famiglia tradizionale.
Lo zombie, sociologicamente la figura più analizzata, rappresenta gli umani e i morti-viventi come automi guidati dal consumo, incapaci di smettere anche dopo la morte, mentre lo zombie moderno è la paura di contagio globale, pandemie e fragilità di infrastrutture sociali globalizzate.
Il sottogenere Slasher viene letto come una parabola morale: il killer diventa un braccio armato puritano, che punisce la trasgressione giovanile.
Il Folk Horror esplora la tensione tra modernità urbana e tradizioni rurali arcaiche: sotto la civiltà moderna sopravvivono istinti tribali e violenti?
Il New Black Horror è il razzismo sistemico: il mostro non è un’entità soprannaturale, ma la società bianca liberale, che consuma i corpi neri.
Nel Body Horror, infine, si esplora la fusione tra carne e tecnologia: perdita di controllo, sotto forma di medicina, chirurgia, alienazione digitale.
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