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PD – PARTITO DEMOCRATICO: «MISIANI: CONFINDUSTRIA CERTIFICA L’ECONOMIA FERMA. IL GOVERNO SENZA STRATEGIA PER LA CRESCITA»

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15.30 - lunedì 26 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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I dati diffusi oggi dal Centro Studi Confindustria restituiscono un quadro preoccupante: l’economia italiana è quasi ferma proprio nella fase in cui il PNRR dovrebbe esprimere il massimo della sua capacità di spinta. I consumi restano deboli, frenati dall’incertezza; l’export soffre; l’industria continua a muoversi in modo instabile. Gli investimenti legati al PNRR restano l’unica vera leva di crescita, in un contesto in cui la domanda interna non riparte e la competitività delle imprese è sotto pressione.

È un paradosso grave: mentre sono in corso gli investimenti pubblici più ingenti della storia recente, il Paese non riesce a trasformarli in una traiettoria solida di sviluppo. Questo segnala un problema di fondo, che non può essere attribuito solo al contesto internazionale. Pesa l’assenza di una strategia economica complessiva da parte dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, incapace di accompagnare il PNRR con politiche per sostenere i redditi, rafforzare la domanda e rilanciare il sistema produttivo.

Da mesi viene annunciato un decreto energia che dovrebbe affrontare il nodo dei costi per famiglie e imprese, ma che resta chiuso in un cassetto. Nel frattempo i prezzi di petrolio e gas tornano a salire e la pressione sui bilanci familiari e sui conti delle aziende aumenta. Settori industriali cruciali come automotive e siderurgia attraversano una crisi profonda, senza che il governo metta in campo una visione, strumenti e risorse adeguate per governare le transizioni in corso.

Di fronte a questo scenario, la destra appare concentrata su tutt’altro: le liti interne sulla spartizione delle società partecipate e delle autorità che dovrebbero essere indipendenti, come la Consob, occupano più spazio dell’agenda economica. Così si perde tempo prezioso e si indebolisce il Paese.

Servono scelte chiare: una politica energetica coraggiosa, misure per rafforzare realmente il potere d’acquisto dei redditi, una vera strategia industriale che accompagni le trasformazioni in atto. Senza questa direzione, anche la spinta del PNRR rischia di non bastare. Sfide importanti, di fronte a cui emerge tutta l’inadeguatezza di questo governo.

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