Di Luca Franceschi
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Ha concluso i battenti il corso di aggiornamento provinciale dedicato alla “Didattica della Shoah”, un percorso formativo rivolto ai docenti e alle docenti di ogni ordine e grado operanti nelle scuole della provincia di Bolzano.
L’iniziativa ha proposto un approfondimento strutturato sui temi della memoria, della persecuzione e della deportazione, con una particolare attenzione alle fonti storiche e al loro utilizzo consapevole nella pratica didattica quotidiana.
Il primo modulo formativo si è articolato in due incontri pomeridiani in presenza a Bolzano. Durante il primo appuntamento, Liliana Picciotto e Patrizia Baldi della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano hanno affrontato la ricerca sulla deportazione degli ebrei italiani tra il 1943 e il 1945, soffermandosi sull’uso didattico delle fotografie dei deportati come strumenti di conoscenza storica e di riflessione critica. Il secondo incontro, con il professor Giovanni Pietro Vitali dell’Université de Versailles Saint-Quentin-en-Yvelines – Université Paris-Saclay e Patrizia Baldi, è stato incentrato sulle ultime lettere dei condannati a morte italiani durante la Seconda guerra mondiale, approfondendo l’analisi delle fonti, l’impiego di atlanti e strumenti digitali e le modalità di visualizzazione e interpretazione dei dati.
Il secondo modulo del corso ha avuto luogo a Merano, con la partecipazione di Patrizia Baldi e dei docenti Patrizia Biagi e Daniele Masè. Sono stati presentati e discussi progetti didattici realizzati in alcune scuole secondarie di primo grado di Merano e Bolzano, che hanno evidenziato il valore educativo del lavoro sulla memoria e l’importanza di un approccio metodologico capace di coinvolgere attivamente gli studenti.
“Parlare di Shoah a scuola significa educare alla responsabilità, alla consapevolezza storica e al rispetto dei valori democratici”, ha sottolineato il vicepresidente e assessore provinciale all’Istruzione Marco Galateo. “Offrire ai docenti strumenti solidi e aggiornati è fondamentale per affrontare questi temi con rigore, sensibilità e attenzione alle giovani generazioni”.
“Questo corso ha rafforzato il dialogo tra ricerca storica e didattica”, ha dichiarato il sovrintendente scolastico Vincenzo Gullotta. “Dare agli insegnanti e alle insegnanti strumenti metodologici e fonti affidabili significa sostenere una scuola capace di formare cittadini consapevoli, in grado di leggere il passato per comprendere il presente”.

