Di Luca Franceschi
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La deputata Vittoria Baldino, vice presidente del Movimento 5 Stelle, è intervenuta in merito a un video pubblicato dall’europarlamentare Roberto Vannacci sui suoi canali ufficiali. Il contenuto, realizzato con l’intelligenza artificiale, mostra scene ambientate in un’arena romana in cui vengono ordinate le esecuzioni di esponenti politici dell’opposizione, tra cui Elly Schlein, Giuseppe Conte, Romano Prodi e Laura Boldrini.
Nel filmato, Vannacci appare seduto in abiti romani accanto a Giorgia Meloni e Ignazio La Russa mentre viene impartito l’ordine di morte. Successivamente nell’arena fa il suo ingresso un gladiatore incaricato di eseguire la sentenza, interpretato da un imprenditore già noto alle cronache giudiziarie per aver aggredito un immigrato.
Secondo la parlamentare pentastellata, non si tratta di satira né di provocazione, ma della vera e propria rappresentazione della morte di avversari politici reali, con nomi e volti identificabili, diffusa attraverso i canali ufficiali di un rappresentante delle istituzioni europee.
Baldino sottolinea come Vannacci sia perfettamente consapevole delle sue azioni. Ogni sua uscita pubblica sarebbe accuratamente calcolata, ogni provocazione studiata per innalzare progressivamente il livello del confronto politico e saggiare quali siano i confini invalicabili.
La vice presidente del M5S ha rivolto un appello diretto al Presidente del Consiglio e al Presidente del Senato, chiedendo loro di non rimanere in silenzio di fronte a questi contenuti. Un eventuale mancato intervento, secondo la deputata, equivarrebbe a una forma di complicità. Fino a quando non prenderanno posizione, quel gesto del pollice verso il basso mostrato nel video parlerà anche a loro nome.
Baldino ha infine sollecitato l’intervento della magistratura affinché valuti se il video possa configurare il reato di istigazione all’odio e alla violenza. Ha inoltre chiesto che il Parlamento europeo adotti provvedimenti disciplinari nei confronti di un suo membro che utilizza canali istituzionali per diffondere contenuti raffiguranti l’esecuzione di oppositori politici.
