Di Luca Franceschi
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Cresce la tensione sul piano Transizione 5.0, con le imprese italiane che si trovano a fare i conti con una situazione sempre più complicata. La capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Industria e Agricoltura al Senato ha lanciato un duro attacco al governo Meloni, definendo la gestione degli incentivi un vero e proprio caos burocratico.
Secondo quanto denunciato, a breve dovrebbe arrivare il piano di attuazione degli incentivi promessi per la Transizione 5.0. Il ministro Urso aveva presentato queste misure come quasi auto-applicative, ma la realtà che si profila all’orizzonte appare ben diversa.
Dopo mesi di attesa e immobilismo, le imprese si troveranno infatti ad affrontare un percorso a ostacoli di natura burocratica particolarmente complesso. Per accedere agli incentivi del pacchetto sarà necessario completare una lunghissima serie di adempimenti, che rischia di scoraggiare molte aziende.
Il Movimento 5 Stelle denuncia quella che definisce una dinamica ormai consolidata: il ministro Urso annuncia sgravi fiscali e incentivi, ma subito dopo il ministro Giorgetti interviene appesantendo le procedure e rendendo di fatto irraggiungibili questi benefici. L’obiettivo, secondo l’opposizione, sarebbe quello di mantenere sotto controllo il quadro contabile della misura, evitando che sfugga di mano.
Particolarmente critica viene considerata l’esclusione dal perimetro delle agevolazioni di strumenti essenziali come software e cloud. In un momento storico in cui gli investimenti in digitalizzazione risultano decisivi per la competitività delle imprese italiane, questa scelta viene giudicata incomprensibile.
I danni che questa gestione sta provocando al tessuto produttivo nazionale vengono descritti come sempre più evidenti e gravi. Secondo il Movimento 5 Stelle, ormai anche i cittadini si stanno rendendo conto della situazione: il governo Meloni starebbe distruggendo quanto costruito in precedenza, lasciando al prossimo esecutivo il compito di raccogliere i cocci di questa gestione.
