(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La deputata M5S Patty L’Abbate ha definito il decreto Transizione 5.0 “l’ennesimo decreto sbagliato, figlio di un esecutivo che non crede nella transizione energetica, non la capisce e di conseguenza non la sa governare”.
L’esponente del Movimento 5 Stelle ha sottolineato che “la maggioranza ha già fatto un grave errore eliminando Transizione 4.0 creata dal Movimento 5 Stelle, e con 5.0 continua a trasformare una misura strategica in un pasticcio normativo”.
Secondo L’Abbate, “le imprese, soprattutto piccole e medie, hanno visto cambiare le regole in corsa, le risorse ridursi drasticamente, le scadenze anticiparsi senza alcuna tutela per chi aveva programmato investimenti sulla base di un quadro che doveva essere stabile”. Questo, ha aggiunto, “significa scoraggiare la transizione, le destre stanno scaricando il costo su chi investe”.
La deputata ha criticato anche il metodo utilizzato dal governo: “Il Parlamento è ridotto a un passacarte, nessun confronto serio con le regioni, nessun ascolto dei territori, nessuna assunzione di responsabilità politica”.
Sulle aree idonee, L’Abbate ha denunciato che “la confusione diventa clamorosa. Prima hanno detto alle Regioni che potevano decidere, poi quando queste lo hanno fatto il governo ha cancellato le leggi regionali, azzerando il lavoro svolto imponendo una disciplina centralista e uniforme che non tiene conto delle differenze nel nostro Paese”.
“Altro che autonomia”, ha proseguito, “la maggioranza ha creato un altro livello di burocrazia, ambiguo, instabile, destinato a produrre contenziosi e blocchi”.
Critiche anche per la gestione dell’agricoltura e dell’agrivoltaico: “È stata fatta una scelta politicamente grave. Invece di distinguere tra chi specula e chi investe in soluzioni avanzate e integrate, vengono colpiti tutti fissando criteri deboli e quantitativi che non tutelano né il suolo né il lavoro agricolo”.
Un altro punto contestato riguarda le comunità energetiche: “Altro punto grave è l’avere smantellato le comunità energetiche che noi abbiamo sempre sostenuto. Dopo averle annunciate, promesse, sbandierate, hanno tagliato i fondi da 2,2 miliardi a meno di 800 milioni. Hanno tolto risorse allo strumento che poteva dare autonomia alle aree interne, abbassare i costi per i cittadini e i piccoli comuni”.
L’Abbate ha poi affermato che “il vero patriottismo sarebbe produrre energia in Italia, ridurre la dipendenza dall’estero, diminuire il costo delle bollette e invece la maggioranza continua a puntare su gas importato e scelte che aumentano i costi economici e ambientali”.
La deputata ha inoltre sostenuto che il governo “ha bloccato le rinnovabili con norme confuse. Probabilmente il vero obiettivo del governo è continuare a usare il metano e puntare sull’energia nucleare”.
Secondo L’Abbate, “rallentare sulle rinnovabili, o complicare Transizione 5.0, serve solo al governo a dirottare le risorse accantonate su altro, vedi armi o altri progetti inutili”.
In conclusione, la deputata del M5S ha dichiarato: “Noi crediamo in un’altra idea di Paese, in una transizione costruita con i territori, per i cittadini e per le imprese, con regole chiare. Questo decreto va nella direzione opposta, il governo continua a perdere tempo mentre il Paese paga il prezzo più alto”.
Le dichiarazioni sono state rese durante l’intervento in aula per la dichiarazione di voto di fiducia sul decreto Transizione 5.0.
