(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Il report presentato da Salutequità al suo terzo Summit evidenzia una sanità ricca di buone pratiche a livello locale ma totalmente priva di una governance centrale efficiente. Il sistema oggi è totalmente crollato su se stesso e il risultato è visibile nelle liste d’attesa e nelle rinunce alle cure.
Basti pensare che come evidenziato nel report quasi un italiano su dieci non ha effettuato visite o esami specialistici a causa delle liste d’attesa o di difficoltà economiche, un dato in crescita rispetto al 2023 (7,5%) e al periodo pre-pandemico (6,3% nel 2019).
Le differenze regionali amplificano ulteriormente l’impatto di questi ostacoli. Senza una visione nazionale forte, le disuguaglianze si allargano e la sanità pubblica perde fiducia e coesione sociale.
Dunque, urge un impegno tangibile: una strategia nazionale credibile che metta al centro l’equità, migliori i tempi di attesa, valorizzi l’innovazione e assicuri parità di accesso indipendentemente dal luogo di residenza o dal reddito.
Come ha giustamente sottolineato Salutequità serve un nuovo piano sanitario nazionale capace di ridurre le disuguaglianze e garantire parità di accesso a partire dalle esigenze reali dei cittadini. Il governo deve fornire risposte concrete entro tempi credibili e una governance in grado di trasformare le buone pratiche locali in un patrimonio nazionale condiviso”.
Lo ha dichiarato Orfeo Mazzella, senatore del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Commissione Affari Sociali di Palazzo Madama.
