Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle si oppone alla riforma costituzionale su Roma Capitale proposta dal governo, giudicandola inadeguata e contraddittoria rispetto alle reali esigenze della città e dei suoi cittadini.
A renderlo noto è il deputato Alfonso Colucci, capogruppo pentastellato in commissione Affari Costituzionali, che ha annunciato il voto contrario del M5S sul disegno di legge durante la dichiarazione di voto.
Roma si trova a sostenere oneri straordinari che derivano dal suo ruolo costituzionale, storico e istituzionale: dalla sicurezza delle sedi istituzionali alla tutela di un patrimonio culturale di valore universale, dalla gestione di flussi turistici e pendolari eccezionali all’organizzazione di eventi di rilievo nazionale e internazionale, fino alla presenza stabile di organismi esteri e sovranazionali.
Questi elementi configurano una specialità oggettiva e permanente che non può essere ignorata né affrontata in modo approssimativo.
Il Movimento 5 Stelle si dichiara favorevole a una riforma dei poteri e delle funzioni di Roma Capitale, ma con caratteristiche ben precise: deve dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini romani, soprattutto delle fasce più fragili, rendere più efficiente la complessa macchina amministrativa e consentire forme sempre più ampie di partecipazione ai processi decisionali.
Tuttavia, la proposta governativa non risponde a questi requisiti. Il nodo principale riguarda le risorse economiche: quando si attribuiscono nuove funzioni, deve esserci un quadro finanziario adeguato e stabile.
I romani non hanno bisogno di nuove norme, ma di servizi che funzionano e di una macchina amministrativa efficiente e accessibile.
Secondo Colucci, non è necessaria una legge costituzionale per attribuire maggiori poteri al Sindaco di Roma, come già dimostrato con il Giubileo o il PNRR. Sarebbe sufficiente una legge ordinaria che stanzi le necessarie risorse finanziarie, snellisca le procedure amministrative per rendere più efficace l’azione amministrativa, chiarisca meglio le funzioni e stabilisca forme di coordinamento tra i vari livelli istituzionali.
Una legge ordinaria potrebbe essere approvata in pochi mesi, mentre il centrodestra ha scelto una riforma costituzionale che richiede tempi lunghi e necessita di ulteriori leggi ordinarie per essere attuata.
La riforma viene giudicata scritta male e piena di contraddizioni. Un esempio emblematico riguarda l’area metropolitana che sarà soggetta a due legislazioni diverse, quella regionale e quella comunale, creando inevitabili complicazioni per i cittadini.
Per queste ragioni, con senso di responsabilità e senza preclusioni di principio, il Movimento 5 Stelle ha deciso di votare contro il disegno di legge su Roma Capitale.
