(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Dopo Tommaso Cerno, non poteva mancare Daniele Capezzone, che oggi si esibisce in un video in cui ci attacca e invoca ancora nuove commissioni d’inchiesta. Forse pensa che il Parlamento sia una succursale di Angelucci. Spoiler: non lo è. Non butteremo soldi in una nuova commissione, non useremo il Parlamento come una qualunque Albania.
Se davvero la maggioranza avesse tutta questa voglia di “lavorare in commissione”, basterebbe una cosa semplicissima: sbloccare la Commissione di Vigilanza Rai, oltraggiata da oltre un anno per meri giochini di potere. Una commissione che esiste già, costa già, e viene sabotata scientemente.
Perché Capezzone su questo tace? Perché non dice nulla dei suoi amici parlamentari di destra che vengono regolarmente pagati mentre disertano il Parlamento?
Sarebbe interessante, per esempio, usare proprio la Vigilanza Rai per capire se è normale che Tommaso Cerno prenda soldi dal servizio pubblico e contemporaneamente dileggi la Rai sulle colonne di un giornale di Angelucci. Normale per chi? Per quale idea di pluralismo?
E magari, sempre in Rai, potremmo avviare un bel ciclo di audizioni per fare piena luce sull’intreccio perverso tra potere politico ed editoria, quello che consente a figure come Capezzone di pontificare quotidianamente usando la sua poltrona di direttore come manganello politico su presupposti palesemente falsi.
Fa sorridere, poi, la predica sui dossieraggi. Da che pulpito. Dal “metodo Boffo” in poi, uno dei capitoli più oscuri della recente storia italiana dei dossier mediatici ha visto protagonisti proprio giornali dell’orbita Angelucci.
Quello stesso “metodo Boffo” che oggi stanno usando contro Report e contro Sigfrido Ranunci, un giornalista che ha ricevuto pochi mesi fa una bomba sotto casa.
Altro che nuove commissioni a spese degli italiani. Siamo prontissimi a parlare di tutto, anche oltre i racconti fantasy di Capezzone e Cerno. Ma facciamolo dove la legge già prevede controllo e trasparenza: in Commissione di Vigilanza Rai”.
Così gli esponenti M5S in commissione di vigilanza Rai rispondendo al video pubblicato dal direttore de Il Tempo.
