Di Luca Franceschi
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Il senatore M5S Orfeo Mazzella ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Agricoltura per denunciare quella che definisce una gestione opaca e inaccettabile del settore della pesca nel Compartimento di Roma.
Al centro della controversia c’è il fermo tecnico per la pesca del cannolicchio imposto nel settembre 2024, una misura che secondo il parlamentare pentastellato era completamente priva di fondamento scientifico e ha colpito duramente un comparto già in difficoltà.
La decisione si è rivelata non solo ingiustificata ma anche illegittima, come confermato dal Tribunale di Civitavecchia che nel marzo 2026 ha accertato l’assenza di basi legali del provvedimento, annullando le restrizioni imposte alle imprese del settore.
Ma la situazione si fa ancora più grave quando si analizza il ruolo del consorzio Co.Ge.Mo. Roma, al quale il Ministero ha rinnovato l’affidamento gestionale nel febbraio 2025 nonostante le numerose segnalazioni di irregolarità pervenute.
Dalla documentazione camerale emerge un dato allarmante: il consorzio risulta privo di soci e quindi non è in grado di adottare decisioni che abbiano efficacia generale. Si tratta, nelle parole di Mazzella, di un vero e proprio “consorzio fantasma” che tuttavia continua a influenzare pesantemente le attività delle imprese.
Questo organismo ha creato disparità di trattamento nei recuperi lavorativi settimanali e ha avanzato proposte che contrastano con la normativa europea, in particolare riguardo alla taglia minima delle vongole, esponendo l’Italia al rischio di subire procedure d’infrazione comunitaria.
Parallelamente, il Governo ignora completamente l’esistenza del nuovo consorzio costituito da imprese legittime del territorio, nato specificamente per garantire rappresentanza autentica e correttezza nella gestione del settore ittico.
Per questi motivi, il senatore ha chiesto lo scioglimento immediato del Co.Ge.Mo. Roma, il riconoscimento di ristori adeguati alle aziende danneggiate dal fermo illegittimo e il pieno coinvolgimento del nuovo consorzio Cogemo Romae nelle decisioni future.
Mazzella denuncia quello che considera l’ennesimo caso di gestione inadeguata e poco trasparente, che finisce per penalizzare lavoratori e imprese che operano nel rispetto delle regole, mentre il Governo dimostra la propria incapacità nel gestire le politiche di settore chiudendo gli occhi di fronte a evidenti anomalie.
Il parlamentare M5S ha annunciato che non farà alcun passo indietro su questa vicenda, promettendo di portare il caso all’attenzione del Parlamento e di continuare a difendere chi lavora rispettando la legalità.
