Di Luca Franceschi
///
Il Movimento 5 Stelle ha espresso forte preoccupazione riguardo alla bozza di decreto legislativo che dovrebbe dare attuazione alla delega governativa sui salari. I rappresentanti pentastellati hanno avuto modo di esaminare il testo e ne hanno evidenziato le criticità più rilevanti.
Secondo quanto dichiarato dai capigruppo M5S nelle commissioni Lavoro di Camera e Senato, Dario Carotenuto e Mariolina Castellone, il provvedimento nella sua forma attuale presenta gravi lacune. Il decreto non conterrebbe infatti alcun elemento utile a definire in maniera chiara e vincolante il concetto di “giusta retribuzione”.
Le preoccupazioni del movimento riguardano principalmente gli effetti che questo testo potrebbe produrre sul mercato del lavoro. Se il decreto dovesse rimanere nella sua formulazione attuale, secondo il M5S, si creerebbero le condizioni per una diffusione incontrollata dei contratti “pirata”, quegli accordi collettivi sottoscritti da organizzazioni sindacali poco rappresentative che spesso prevedono condizioni di lavoro e retribuzioni al ribasso.
La conseguenza più grave di questa situazione sarebbe la legittimazione di vere e proprie forme di sfruttamento lavorativo. Il M5S considera questa prospettiva come una direzione “pericolosissima” che va in senso completamente opposto rispetto alle necessità del mercato del lavoro italiano, dove invece si avverte sempre più l’urgenza di tutelare la dignità del lavoro e garantire salari equi ai lavoratori.
Per questi motivi, i rappresentanti del Movimento 5 Stelle ritengono indispensabile che il Governo proceda a una “netta inversione di marcia”. È necessario, secondo loro, un intervento deciso per colmare le lacune presenti nel provvedimento e introdurre misure concrete che possano assicurare realmente una retribuzione giusta e proporzionata, in piena coerenza con i principi sanciti dalla Costituzione italiana.
Il M5S ha inoltre lanciato un chiaro avvertimento al Governo: qualora non dovessero essere apportate le modifiche richieste al decreto, il movimento è pronto a mettere in campo un’opposizione parlamentare “ferma e durissima”. I pentastellati hanno annunciato che utilizzeranno ogni strumento a loro disposizione per contrastare quello che considerano un impianto normativo del tutto inaccettabile per la tutela dei diritti dei lavoratori.
