Di Luca Franceschi
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L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha confermato quello che molti temevano: a causa delle politiche del Governo Meloni, dal 2027 sarà necessario lavorare un mese in più per accedere alla pensione, mentre nel 2028 i mesi aggiuntivi richiesti saliranno addirittura a tre.
Questa comunicazione ufficiale dell’Inps smentisce categoricamente le rassicurazioni fornite durante la discussione della legge di Bilancio, quando numerosi esponenti della maggioranza avevano garantito che l’età pensionabile non sarebbe stata modificata.
Il vicepresidente del Movimento 5 Stelle Michele Gubitosa ha duramente criticato questa situazione, definendo la menzogna come cifra stilistica distintiva dell’attuale esecutivo. Le promesse elettorali di abolire la riforma Fornero si sono trasformate nel loro esatto opposto, con un peggioramento delle condizioni pensionistiche.
Secondo Gubitosa, il governo sta facendo cassa sulla pelle dei pensionati invece di concentrarsi su misure alternative come la tassazione degli extraprofitti di banche e industrie delle armi.
La contraddizione tra le promesse elettorali e la realtà dei fatti emerge con particolare evidenza: coloro che in campagna elettorale si erano impegnati a smantellare la riforma Fornero sono ora responsabili di averla resa ancora più restrittiva.
Il deputato del M5S ha concluso il suo intervento affermando che i responsabili di questa situazione dovrebbero provare vergogna per aver tradito la fiducia degli elettori e per aver penalizzato ulteriormente una categoria già duramente colpita dalle precedenti riforme del sistema pensionistico.
