Di Luca Franceschi
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Le audizioni sul decreto Lavoro svoltesi in commissione Lavoro alla Camera hanno fatto emergere le criticità già sollevate dal Movimento 5 Stelle immediatamente dopo l’approvazione del provvedimento. Secondo i deputati pentastellati Dario Carotenuto, capogruppo, Davide Aiello e Riccardo Tucci, il decreto non porterà alcun beneficio economico concreto ai lavoratori.
Il provvedimento, spiegano gli esponenti del M5S, non risolverà nemmeno la questione dei contratti pirata, lasciando ai giudici il compito di continuare a intervenire per valutare se il Trattamento economico complessivo di un contratto collettivo sia adeguato ai principi costituzionali. Si tratta quindi di un fallimento su tutta la linea.
Quello che il governo definisce salario giusto viene bollato dai deputati del Movimento 5 Stelle come l’ennesima truffa semantica del duo Meloni-Calderone. Il decreto infatti non stabilisce un salario minimo al di sotto del quale i contratti non possono scendere.
Come evidenziato anche da alcuni degli auditi, non risulta chiaro nemmeno quali voci retributive rientrino nel Trattamento economico complessivo, che viene invece individuato come la soluzione a tutti i problemi.
I deputati del M5S hanno annunciato che presenteranno un corposo pacchetto di emendamenti con l’obiettivo di modificare seriamente il testo del decreto.
