Di Luca Franceschi
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Il deputato del Movimento 5 Stelle Gaetano Amato ha sollevato interrogativi sull’operato del ministro Gianmarco Mazzi, criticando quello che definisce un confine poco chiaro tra ruolo istituzionale e attività imprenditoriale.
Secondo Amato, Mazzi dovrebbe concentrarsi sulle sue competenze in materia di turismo, ma appare invece coinvolto in iniziative di diversa natura.
L’ultimo caso riguarda il lancio a Verona della candidatura Unesco per la canzone napoletana. L’evento è stato presentato come un’iniziativa istituzionale, ma secondo il deputato pentastellato si è configurato nei fatti come un vero e proprio format di spettacolo, completo di grande regia, ospiti di rilievo e una produzione da evento.
Il dettaglio che non sfugge ad Amato è la location scelta: Verona rappresenta non solo il feudo politico del ministro, ma anche il territorio in cui operava la società che lo stesso Mazzi dirigeva prima di entrare nel governo.
Non si tratterebbe di un caso isolato. Il nome del ministro sarebbe già emerso in precedenti operazioni caratterizzate da contorni ambigui tra funzione pubblica e attività di organizzazione e promozione culturale di natura privata.
Amato ricorda inoltre che nella precedente legge di bilancio la società riconducibile a Mazzi avrebbe ottenuto tre milioni di euro extra FUS, ossia al di fuori del Fondo Unico per lo Spettacolo.
La provocazione finale del deputato M5S è diretta: pur essendo cambiato il ministero di riferimento, la questione di fondo rimane invariata e si chiede se Mazzi stia esercitando il ruolo di ministro o quello di impresario.
