Di Luca Franceschi
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Il senatore Roberto Cataldi, capogruppo M5S in Commissione Affari Costituzionali, ha lanciato un duro monito al termine delle audizioni sugli schemi di intesa preliminare sull’Autonomia differenziata. Con un esempio concreto, il parlamentare pentastellato ha illustrato le conseguenze che potrebbero derivare dall’applicazione delle pre-intese attualmente in discussione.
“Immaginate un terremoto che colpisce quattro regioni, come è accaduto nel centro Italia nel 2016. Stessa faglia, stesse macerie, stessi sfollati”, ha esordito Cataldi. “Ma in una regione la Protezione civile può agire in deroga, saltare la burocrazia, emettere ordinanze più rapidamente. Nelle altre tre no, lì si devono aspettare i tempi della burocrazia. Stessa emergenza, diritti diversi. Questo è ciò che producono le pre-intese sull’Autonomia differenziata”.
Il senatore ha evidenziato come le audizioni abbiano dimostrato con chiarezza le criticità del sistema proposto. In materia di protezione civile, le Regioni firmatarie delle intese chiedono il potere di agire in deroga con le proprie ordinanze. Di fronte a questa richiesta, Cataldi ha posto una domanda diretta: perché questo potere derogatorio non dovrebbe spettare a tutte le Regioni?
“Nessuno ha saputo dare risposte convincenti”, ha denunciato il capogruppo M5S. “E il motivo è evidente: non c’è nessuna ragione legata alla specificità di quei territori. C’è solo un privilegio”.
Le stesse problematiche si ripropongono anche in altri ambiti. Il senatore ha citato il caso dell’edilizia sanitaria, dove alcune regioni vorrebbero aggirare pareri e autorizzazioni, senza alcuna giustificazione territoriale concreta che possa motivare una simile differenziazione.
“Questa non è autonomia, è la fine del principio per cui la legge è uguale per tutti”, ha concluso Cataldi, denunciando quello che a suo avviso rappresenta uno stravolgimento del principio costituzionale di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
