(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Sull’Altopiano della Paganella per conoscere orsi e lupi: partecipanti da tutta Italia e dalla Svizzera per un weekend dedicato ai grandi carnivori delle Alpi.
Sono arrivati da diverse regioni italiane e dalla Svizzera per trascorrere un fine settimana sull’Altopiano della Paganella, alla scoperta dell’orso bruno, del lupo e del delicato equilibrio che lega queste specie alle comunità che vivono il territorio.
L’iniziativa, organizzata da Io non ho paura del lupo APS, ha unito momenti di approfondimento teorico e uscite sul campo, offrendo ai partecipanti l’opportunità di conoscere non solo la biologia e il comportamento dei grandi carnivori, ma anche la storia del territorio, le tecniche di monitoraggio, gli strumenti di prevenzione dei conflitti e le esperienze di coesistenza sviluppate negli ultimi anni.
«C’è una grande sete di conoscenza attorno a questi animali», commenta Francesco Romito, vicepresidente di Io non ho paura del lupo APS. «Sempre più persone sentono il bisogno di andare oltre le semplificazioni e di conoscere davvero la realtà dei grandi carnivori, confrontandosi con dati, esperienze e con chi vive quotidianamente questi territori. Il nostro obiettivo non è turisticizzare l’orso o il lupo, ma far conoscere due specie iconiche del Trentino nel loro contesto naturale, raccontando anche le sfide e le opportunità che la loro presenza comporta.»
L’evento ha avuto anche ricadute positive per il territorio. I partecipanti hanno soggiornato nelle strutture ricettive della Paganella, usufruito dei servizi locali e scelto ristoranti e prodotti dell’altopiano, dimostrando come, anche un turismo naturalistico che includa anche i grandi carnivori, possa dare il suo contributo per l’economia delle aree montane e per le imprese che vi operano.
Proprio l’interesse registrato durante questo primo appuntamento ha convinto l’associazione a programmare nuove edizioni, con l’obiettivo di coinvolgere un numero crescente di persone interessate ad approfondire il tema della coesistenza.
«Queste giornate ci confermano che esiste un pubblico sempre più ampio interessato a conoscere la natura in modo autentico», conclude Romito. «Investire nella divulgazione significa costruire consapevolezza, sostenere i territori e creare occasioni di incontro tra persone, comunità e ambiente. È da qui che passa una cultura della coesistenza capace di guardare al futuro con fiducia.»
