(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Aderisco con convinzione al progetto “Una donna, un lavoro, un conto corrente” per l’autonomia finanziaria delle donne. È un’iniziativa che rappresenta un tassello fondamentale per promuovere la parità e l’indipendenza economica femminile. Ma è anche uno strumento concreto nel contrasto alla violenza di genere, che troppo spesso si alimenta proprio della dipendenza finanziaria delle donne dagli uomini violenti”.
Lo scrive, in una nota, la senatrice e Presidente del Gruppo per le Autonomie, Julia Unterberger.
“Secondo Bankitalia il 16% delle donne non ha un conto corrente né personale né cointestato. Invece, secondo una ricerca del Museo del Risparmio, circa un terzo delle donne ne ha uno cointestato e gestito dal marito o dal partner. In pratica, il 44% non dispone liberamente dei propri soldi. Questo accade anche tra le donne che lavorano: una quota significativa continua a farsi accreditare lo stipendio sul conto di qualcun altro.
Per questo sosterrò la proposta di legge, all’esame della Commissione Finanze del Senato, che introduce l’obbligo di versare lo stipendio su un conto corrente intestato esclusivamente alla lavoratrice o al lavoratore.
Tuttavia, come ricorda l’appello, un contributo importante deve arrivare anche dalle banche. Se oggi a non avere un conto sono soprattutto le donne con redditi bassi o lavori intermittenti, è necessario che gli istituti bancari offrano condizioni agevolate per l’apertura e la gestione dei nuovi conti.
Con una semplice modifica normativa si può compiere un passo importante. Donne che possono gestire autonomamente i propri soldi sono donne più libere.”
