(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Referendum: Mulè, riforma di civiltà, ne’ di destra ne’ di sinistra, ma per il Paese.
La riforma della giustizia non dipende da uscite estemporanee, dal contorno di dichiarazioni infelici o offensive. Questa riforma vola alto perché è una riforma di civiltà e, per questo, non ha appartenenza politica come dimostra lo schieramento trasversale che la sostiene.
Per quanto riguarda le parole di Giusi Bartolozzi ho trovato gli stessi titoli sugli stessi giornali, come “shock” o “bufera”, riferiti alle sue parole come quelli che vennero usati — giustamente — quando il segretario dell’Associazione Magistrati aveva accostato la riforma ai fatti di Minneapolis o a quelli del presidente dell’ANM, Parodi, che aveva apprezzato un post in cui si sosteneva che questo Paese stesse andando verso un’ideologia fascista e liberticida.
Insomma, in questa campagna referendaria non sono mancate dichiarazioni scomposte o fuori posto. Ma la riforma della giustizia non dipende da queste parole: parliamo della Costituzione, scusate, non di un granello di sabbia”.
Lo ha detto Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e responsabile della campagna referendaria del SI per Forza Italia, intervenendo a Radio 24.
