Di Luca Franceschi
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Con l’approvazione del nuovo pacchetto sicurezza da parte del Consiglio dei Ministri, il Governo ha compiuto una scelta consapevole e responsabile volta a rafforzare la presenza dello Stato e garantire una tutela concreta ai cittadini. Non si tratta di semplici annunci o promesse elettorali, ma di un intervento organico che risponde a una richiesta diffusa e legittima di sicurezza, legalità e ordine pubblico.
Le misure approvate rafforzano in modo strutturale gli strumenti di prevenzione e contrasto alla criminalità, riaffermando un principio fondamentale: la libertà non può essere disgiunta dalla sicurezza. Dove lo Stato arretra, avanzano l’arbitrio e la paura; dove lo Stato è presente e autorevole, prevalgono i diritti e la convivenza civile.
Tra i provvedimenti più significativi figura la norma che modifica l’automatismo dell’iscrizione nel registro degli indagati, evitando così che si trasformi in una condanna anticipata, soprattutto sul piano mediatico, per donne e uomini che operano quotidianamente a tutela dei cittadini. Garantire serenità operativa a chi difende lo Stato significa rafforzare lo Stato stesso.
Importante anche la stretta sul porto di coltelli e armi improprie, con sanzioni più severe, sequestri e conseguenze amministrative. Si tratta di un segnale netto contro il dilagare della violenza, in particolare quella che coinvolge i più giovani, fenomeno che non può essere minimizzato né giustificato.
Il pacchetto sicurezza stabilizza inoltre la disciplina delle zone rosse, rafforza prescrizioni e sanzioni in materia di ordine pubblico, colpisce con decisione le rapine agli sportelli automatici e introduce confische di beni e veicoli utilizzati per commettere reati. È una strategia coerente che mette al centro la prevenzione, la responsabilità e la certezza delle regole.
Questa rappresenta la differenza tra chi per anni ha negato o relativizzato i problemi di sicurezza e chi oggi sceglie di affrontarli con serietà e concretezza. La scelta è per uno Stato giusto, autorevole e presente, dalla parte di chi rispetta le regole, lavora onestamente e chiede soltanto di vivere libero e sicuro.
