Di Luca Franceschi
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L’ultima operazione della Guardia di Finanza ha portato al sequestro di oltre 10,5 milioni di euro tra crediti fiscali inesistenti, conti correnti, immobili e altri beni. L’indagine, sviluppata tra Campania e Lazio, ha smascherato un sistema fraudolento articolato su lavori mai eseguiti o solo parzialmente realizzati ma dichiarati come completati per ottenere indebiti vantaggi. Un meccanismo che negli anni ha favorito abusi e distorsioni, con crediti creati dal nulla e immessi sul mercato come moneta vera e propria.
Il quadro complessivo risulta ancora più preoccupante considerando i numeri delle frodi già emerse: le truffe legate ai bonus edilizi hanno raggiunto circa 15 miliardi di euro, con oltre 8 miliardi già sequestrati dalle autorità. Questi dati fotografano con chiarezza le conseguenze di una misura rimasta fuori controllo per troppo tempo.
Il Superbonus, fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle durante il governo guidato da Giuseppe Conte, si è trasformato da intervento straordinario a voragine nei conti pubblici, producendo effetti distorsivi sull’economia e lasciando in eredità un debito considerevole per lo Stato italiano. Paradossalmente, gli stessi soggetti che hanno creato questo sistema continuano ad attaccare il Governo guidato da Giorgia Meloni per le scelte economiche, dimenticando che le risorse disponibili sono state compromesse anche da politiche prive di responsabilità come quella relativa al Superbonus.
Il Movimento 5 Stelle non può sottrarsi alle proprie responsabilità: ha promosso una misura senza controlli adeguati, ha contribuito a generare miliardi di sprechi e oggi pretende di fare la morale sui conti pubblici. La verità è che a distribuire denaro senza regole sono capaci tutti, ma il prezzo di quelle scelte lo stanno pagando gli italiani di oggi.
