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FDI – FRATELLI D’ITALIA * SENATO: «CINA, TERZI (FDI): MAR CINESE MERIDIONALE HA ACQUISITO UN VALORE STRATEGICO ED ECONOMICO CRESCENTE NEGLI ULTIMI TRE DECENNI»

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19.52 - lunedì 20 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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Durante la presentazione del volume “The economic impact of the South China Sea disputes” presso la Sala Nassirya del Senato, il senatore Giulio Terzi di Sant’Agata, esponente di Fratelli d’Italia, ha sottolineato come il Mar Cinese Meridionale rappresenti uno dei principali punti di frizione dello scenario geopolitico globale contemporaneo. L’occasione ha permesso di approfondire gli aspetti giuridici, politici e storici che caratterizzano le complesse dinamiche fra Filippine e Cina.

All’incontro hanno partecipato personalità di rilievo come l’Ambasciatore della Repubblica delle Filippine in Italia Nathaniel G. Imperial, Valentina Muiesan della Farnesina quale Vicedirettrice per i Paesi dell’Asia e dell’Oceania, Donatella Strangio professoressa ordinaria di Storia economica presso la Sapienza, la giornalista Giulia Pompili collaboratrice del Foglio, e Stefano Pelaggi ricercatore della medesima università, con Matteo Angioli nel ruolo di moderatore.

Negli ultimi tre decenni il Mar Cinese Meridionale ha acquisito progressivamente un valore strategico ed economico sempre più rilevante. Attraverso queste acque transita il 25 per cento del traffico marittimo globale, rappresentando una quota considerevole della ricchezza prodotta a livello mondiale. La regione custodisce inoltre importantissime risorse naturali quali petrolio, gas naturale e terre rare, rendendola fondamentale per gli equilibri globali.

L’Italia intrattiene storicamente relazioni significative con le Filippine. I legami fra i due Paesi risalgono all’Ottocento e si sono consolidati nel 1947 con il trattato di amicizia e relazioni firmato fra Roma e Manila, rappresentando uno dei primi accordi sottoscritti dalla Repubblica filippina, nata nel 1946, con uno Stato europeo. Nel 2027 ricorrerà l’ottantesimo anniversario di quella firma, in un momento in cui entrambe le nazioni risultano allineate nel sostegno ai principi fondamentali del diritto internazionale del mare secondo l’UNCLOS, alla libertà di navigazione e alla stabilità delle rotte marittime.

Durante il convegno è stata ribadita l’importanza che l’Accordo di difesa firmato dal Ministro Crosetto e dal collega filippino Lazaro riconosca esplicitamente l’UNCLOS quale strumento chiave per gestire le controversie nel Mar Cinese Meridionale. Parimenti rilevante si è rivelata l’attenzione sui negoziati per un accordo di libero scambio fra le Filippine e l’Unione Europea, i cui tempi di conclusione sono stati fissati entro il 2027. La scelta di Manila di consolidare la cooperazione con Bruxelles, parallelamente anche con Washington, evidenzia come le Filippine considerino l’Occidente quale pilastro della sicurezza internazionale.

Secondo Terzi, l’uso spregiudicato della coercizione da parte della Cina, sia di natura economica che militare, tramite il ricorso alla forza e l’impiego di navi dotate di falsa identità simili agli “omini blu” filocinesi, rappresenta un continuo stress test per l’ordine internazionale. Una pratica tutt’altro che innovativa: sin dall’inizio del suo mandato il Presidente Xi Jinping utilizza esplicitamente la “Nine-Dash line”, la rappresentazione cartografica a forma di U mediante cui Pechino rivendica la sovranità sulla totalità del Mar Cinese Meridionale.

Nel dibattito italiano, ha osservato il senatore, si tende frequentemente a minimizzare o attenuare atteggiamenti che risultano chiaramente aggressivi. Le tensioni fra Cina e Filippine non devono essere sottovalutate poiché sottese a una precisa strategia di Pechino volta ad aggirare gli accordi internazionali ed esercitare controllo su quelle acque strategiche. Durante il convegno è stato ricordato che la Corte Permanente di Arbitrato nel 2016 ha già negato alla Cina qualsiasi diritto storico in quell’area. In conformità all’UNCLOS, il tribunale arbitrale nel procedimento intentato dalle Filippine ha confermato i diritti di Manila sulla propria Zona Economica Esclusiva, tutelando così la libertà di navigazione e di sorvolo. Nonostante ciò, Pechino ha rifiutato di riconoscere il verdetto dell’arbitrato, proseguendo nella violazione del diritto internazionale.

Come conclusioni del dibattito è emerso che altri Paesi della regione, in particolare il Giappone, si sono attivati in diverse modalità per sostenere Manila. A questo proposito è stata evocata la dichiarazione dell’ex Primo Ministro giapponese Fumio Kishida, pronunciata nel 2022, secondo cui l’Ucraina odierna rappresenterebbe il Mar Cinese di domani, evidenziando così i parallelismi fra le tensioni geopolitiche contemporanee.

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