Di Luca Franceschi
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L’audizione svoltasi oggi in commissione Antimafia del procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, ha fornito risultati particolarmente illuminanti per la gravità dei contenuti emersi. Il magistrato ha illustrato con estrema chiarezza come siano stati messi in atto sistematici tentativi volti a insabbiare gli esiti delle inchieste che riguardavano il filone mafia e appalti nella città di Palermo. Dall’interrogatorio è emerso un quadro di notevole portata, che risulta scioccante per le implicazioni che contiene.
Tra gli elementi rilevanti emersi durante l’audizione figura il coinvolgimento dell’attuale senatore del Movimento Cinque Stelle Roberto Scarpinato, che ricopriva la carica di sostituto procuratore a Palermo nei primi anni del decennio degli anni Novanta. Secondo quanto dichiarato da Della Porta e Sigismondi, sarebbe appropriato che il senatore Scarpinato venga sottoposto a interrogatorio dalla commissione Antimafia, al fine di chiarire la sua eventuale responsabilità nella vicenda.
I senatori di Fratelli d’Italia evidenziano un comportamento che ritengono incoerente da parte dei parlamentari pentastellati. Pur proclamando pubblicamente il principio della trasparenza, continuano a sottrarsi dall’essere sentiti nelle commissioni bicamerali d’inchiesta, seguendo in questo il precedente stabilito da Giuseppe Conte durante i lavori della commissione Covid. Della Porta e Sigismondi si interrogano criticamente su questa reticenza, chiedendosi se alla base vi sia il timore di qualcosa.
