(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, nell’intervista rilasciata in esclusiva ad HaKol punta il dito contro le opposizioni e chiede di fare luce: “La pericolosità di Mohammad Hannoun è stata confermata. Ora chi ha collaborato con lui, lo ha invitato, corteggiato e difeso deve scuse e spiegazioni. E ci dicano anche chi ha effettuato i bonifici”.
L’operazione smaschera la rete italiana: sfruttava associazioni di beneficenza per finanziare Hamas. La sorprende?
“Non esiste solidarietà quando le organizzazioni e i finanziamenti che ricevono sono funzionali a radicalismo e terrorismo. I pm lo scrivono nero su bianco nell’ordinanza che ha portato all’arresto di Hannoun: Fratelli Musulmani e Hamas lo sono, esattamente come abbiamo sempre sostenuto. Già nella scorsa legislatura FdI, grazie anche all’attuale sottosegretario Delmastro, chiedeva di controllare i flussi di finanziamento al centro di sedicenti associazioni, moschee travestite da centri culturali e organizzazioni con il capo dei palestinesi. Ora l’ipocrisia è squarciata e con essa le responsabilità di chi ha collaborato con questi anziché condannarli e prendere le distanze”.
Altro che pro-Pal: andavano definiti da subito pro-Hamas…
“Pro-terroristi. Invece si è abusato della nostra Costituzione per violarla, dello Stato di diritto per destabilizzarlo. L’opposizione attuale ora deve chiedere scusa e dare delle spiegazioni, sono più d’uno gli esponenti politici che si sono schierati in passato con i soggetti oggi arrestati e con quelle associazioni nonostante le nostre denunce, e questo è gravissimo. Addirittura sono scesi in piazza e organizzato iniziative al fianco di soggetti che – al di là delle responsabilità penali – si potevano ritenere pericolosi perché megafoni di tesi insostenibili sul piano della sicurezza, visto il loro ruolo a capo di organizzazioni”.
Gli inquirenti definiscono Hannoun “membro del comparto estero” di Hamas. Voi di Fratelli d’Italia da subito avevate denunciato la sua pericolosità. Perché non siete stati ascoltati?
“Forse una certa connivenza su cui chiediamo di fare luce lo ha impedito. Ora è doveroso sapere, oltre a chi raccoglieva i fondi, chi tra associazioni e privati cittadini ha effettuato bonifici partecipando ad una colletta di fatto pro-terrorismo che ha portato ad accumulare cifre enormi a favore di criminali. Lo chiediamo con fermezza”.
La sinistra lo aveva coccolato, invitandolo addirittura alla Camera. Sicuramente arriveranno scuse e ammissioni di colpe…
“Al momento di questo colloquio no. Ovviamente lo spero, ma lo dubito. Più che i fatti che hanno portato la magistratura a emettere l’ordinanza con le misure cautelari, sono le responsabilità politiche ad essere e rimanere gravi e non si esauriscono ad Hannoun. Alla luce dell’inchiesta odierna è ancora più inquietante la reazione di una certa sinistra al decreto di espulsione dell’imam di Torino, che ha – come ogni atto amministrativo di quel tipo – una funzione preventiva per la nostra sicurezza nazionale. Noi continueremo ad andare avanti con il governo Meloni e il ministro Piantedosi, che ringraziamo per tutelarla”.
