(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“In Aula alla Camera abbiamo assistito per mesi a una gara tra parlamentari e gruppi politici a chi si mostrava più puro e integralista sulla causa palestinese, arrivando a rivolgerci offese ignobili e accuse infamanti, come quella di essere complici di un genocidio. Tutto questo solo perché non ci siamo voluti accodare alla cantilena e all’antagonismo pro-Pal”.
La nostra è stata una scelta consapevole, – prosegue – non è mancanza di sensibilità verso la causa palestinese, ma il rifiuto netto di stringere accordi o assecondare chi sostiene o simpatizza per Hamas, una posizione che mantenevamo ben prima del tragico massacro del 7 ottobre.
Oggi, grazie al lavoro e alla professionalità della nostra antiterrorismo — la Direzione centrale della polizia di prevenzione — e dei nuclei specialistici della Guardia di Finanza, emerge una realtà inquietante: molti dei fondi raccolti per la popolazione di Gaza venivano in realtà dirottati per finanziare Hamas, sostenendo attività terroristiche, reclutamento e logistica internazionale.
Da un lato si è colpita la buona fede e la generosità degli italiani che pensavano di inviare aiuti umanitari; dall’altro, fatto ancora più grave, sono stati individuati finanziatori pienamente consapevoli della destinazione finale di quel denaro.
A questo punto il dubbio è d’obbligo: ci sono parlamentari o forze politiche che hanno finanziato, direttamente o indirettamente, queste associazioni? È necessario fare massima chiarezza davanti ad accuse così gravi.
