Di Luca Franceschi
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Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, chiede che venga fermato e proibito il Festival dell’Alta Felicità in Val Susa. Secondo la parlamentare, la manifestazione prosegue indisturbata al terzo giorno di incassi nonostante gli episodi di violenza registrati nella giornata precedente. Montaruli sostiene che gli organizzatori non avrebbero isolato i violenti come richiesto, e che dalle immagini pubblicate dagli stessi protagonisti degli scontri emergerebbe una connessione ingiustificabile tra il festival e il corteo che ha provocato disordini.
La denuncia della rappresentante di FdI si concentra sul collegamento tra chi ha compiuto atti di guerriglia contro lo Stato e chi stava già in valle dal 19 luglio per montare e allestire la manifestazione culturale. Montaruli evidenzia il contrasto tra il breve tempo impiegato per commettere atti eversivi e i tre giorni utilizzati per raccogliere ingenti risorse economiche.
Nel suo intervento, Montaruli propone una stima dei ricavi del festival. Calcolando una presenza effettiva di 35 mila persone con una spesa media di 25 euro a testa, la parlamentare stima un incasso di circa 875 mila euro nel corso dei giorni della manifestazione. Se si considera anche il crowdfunding attivo da mesi per la realizzazione dell’evento, secondo Montaruli il volume d’affari potrebbe superare il milione di euro.
La critica principale della vicecapogruppo riguarda la legittimità di permettere lo svolgimento del festival in quelle circostanze. Montaruli sottolinea che, se il festival appare connesso agli episodi di guerriglia e attrae persone che successivamente si riversano sul cantiere del Tav, non dovrebbe svolgersi con tanta facilità. La soluzione proposta è l’interruzione del festival per bloccare il flusso di denaro che alimenta il movimento No Tav.
Montaruli conclude affermando che non è accettabile assistere alla celebrazione e al guadagno dei No Tav mentre gli agenti delle forze dell’ordine contano i danni causati dalla guerriglia, danni che ricadono sui cittadini italiani.
