Di Luca Franceschi
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La morte dell’agente di polizia locale di Milano, deceduto nella notte durante l’inseguimento di un veicolo pirata, rappresenta un profondo dolore che si intensifica ancor più quando si scopre con quale dedizione questo uomo ha svolto il suo servizio indossando la divisa. Un sacrificio che sottolinea ancora una volta le difficili condizioni di lavoro in cui operano gli agenti, i rischi costanti che affrontano quotidianamente e l’impegno assoluto che assumono per garantire la sicurezza di tutti i cittadini.
Questo tragico evento deve spingere le istituzioni a rafforzare le forme di tutela e protezione a favore degli agenti e dei loro familiari. Attualmente è in discussione una riforma che non è ancora stata approvata, la quale prevede di equiparare il trattamento riservato alla polizia locale a quello previsto per le vittime del dovere. Un’equiparazione che fino a questo momento i familiari delle vittime possono sperare di ottenere solamente attraverso un difficile ricorso giudiziale, ricorrendo all’assenso di un tribunale e seguendo una procedura complessa e tortuosa che aggiunge ulteriore sofferenza al dolore già insopportabile della perdita.
Chi cade nel compimento del proprio dovere per difendere la comunità merita il massimo riconoscimento. Per questo oggi è doveroso da parte di tutti offrire il nostro massimo riconoscimento sostenendo l’opera svolta da questo agente, i valori della divisa in cui credeva fermamente e la sua famiglia, alla quale va espresso il nostro cordoglio più sincero.
