Di Luca Franceschi
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La Commissione Femminicidio ha approvato con voto unanime la Relazione sui braccialetti elettronici, riconoscendo pienamente il ruolo strategico che questi dispositivi svolgono nella protezione delle donne vittime di violenza e di maltrattamenti. Si tratta di una battaglia dai forti connotati civili alla quale il governo Meloni ha dedicato impegno costante fin dal suo insediamento.
Il documento sottoposto all’approvazione evidenzia le criticità che ancora caratterizzano il sistema e presenta una serie di interventi concreti volti a migliorare sia la rapidità che l’efficacia complessiva. Tra le misure proposte figurano procedure di attivazione più veloci, una gestione prioritaria dei malfunzionamenti tecnici, un incremento del numero di dispositivi disponibili, l’introduzione di zone di preallerta e l’istituzione di una centrale operativa dedicata esclusivamente a questo ambito.
Secondo Elisabetta Lancellotta, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo della commissione d’inchiesta Femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, questo rappresenta un passo rilevante poiché affronta le criticità riscontrate nel sistema attuale e propone soluzioni concrete e attuabili per rendere questi strumenti di protezione più efficienti e tempestivi.
Tuttavia, sottolinea Lancellotta, nessun dispositivo tecnologico può da solo sostituire la responsabilità intrinseca alle decisioni giudiziarie. Per questo motivo rimane essenziale che il magistrato conduca una valutazione seria e tempestiva del rischio di letalità, e che nei casi più gravi venga applicata la custodia cautelare in carcere come misura di protezione. In conclusione, la priorità assoluta deve rimanere la sicurezza delle donne.
