Di Luca Franceschi
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Il ministro Francesco Lollobrigida ha convocato un tavolo di filiera confermando il metodo che contraddistingue l’operato del Governo: ascoltare gli operatori del settore agricolo e trasformare il dialogo in azioni concrete. In un momento in cui i prezzi del grano duro hanno raggiunto livelli critici, scendendo dai 35 euro al quintale di due anni fa agli attuali 27 euro, il Governo interviene con risorse e strumenti specifici per proteggere una filiera di strategica importanza per l’economia nazionale e per l’identità agroalimentare italiana.
Attraverso il programma ColtivaItalia vengono stanziati 40 milioni di euro indirizzati specificamente al grano duro, mentre complessivamente 300 milioni di euro di investimenti potranno sostenere l’intero comparto cerealicolo. Questi interventi rientrano in un provvedimento più ampio che mobilita oltre un miliardo di euro a favore del settore primario, rappresentando il più significativo investimento della storia repubblicana in questo ambito.
Alle misure finanziarie si affiancano ulteriori azioni di supporto: il sostegno volto a contenere i prezzi dei fertilizzanti, il potenziamento dei controlli sulle importazioni, gli investimenti dedicati alla ricerca e alle tecnologie e alle energie alternative, e una campagna di promozione della pasta realizzata con grano italiano. L’obiettivo è incrementare sia la quota di autoproduzione nazionale che quella delle esportazioni.
Secondo Marco Cerreto, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in Commissione Agricoltura, dal 2022 a oggi il Governo Meloni ha già allocato 2,5 miliardi di euro al settore cerealicolo attraverso diversi strumenti: la Politica agricola comune, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Piano nazionale complementare, il Fondo per il grano duro e l’iniziativa Distretti del cibo.
Questa visione programmatica dimostra un impegno nel tutelare il reddito degli agricoltori, garantire condizioni di concorrenza leale nel mercato e proteggere gli standard qualitativi delle produzioni italiane. Il rafforzamento del grano italiano rappresenta un elemento centrale per consolidare la sovranità alimentare del Paese e assicurare prospettive di sviluppo a migliaia di aziende agricole operanti nel settore.
