Di Luca Franceschi
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Il settore ortofrutticolo rappresenta una delle fondamenta dell’agricoltura italiana e non può subire penalizzazioni derivanti da decisioni europee che creano incertezza dal punto di vista normativo, riducono i finanziamenti disponibili e indeboliscono il ruolo delle organizzazioni dei produttori. Durante il convegno “La nuova PAC 2028-2034: è davvero europea?”, Marco Cerreto, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in Commissione Agricoltura, ha evidenziato come l’agroalimentare italiano stia attraversando una fase straordinaria in cui il settore primario assume finalmente il ruolo che merita.
A testimonianza di questo impegno, il governo Meloni e il ministro Lollobrigida hanno destinato un miliardo e cento milioni di euro al mondo agricolo attraverso il decreto ColtivaItalia, misura che sta per essere sottoposta all’esame dell’Aula dopo il passaggio in commissione. Questa scelta dimostra la volontà di mettere gli agricoltori al centro delle priorità politiche.
L’obiettivo principale deve rimanere la protezione degli agricoltori italiani, la salvaguardia dei loro redditi e il rafforzamento della loro capacità di competere efficacemente sui mercati internazionali. L’Italia intende continuare a battersi in Europa affinché venga realizzata una PAC realmente comune, in grado di assicurare regole uniformi per tutti gli operatori, una significativa riduzione della burocrazia e dispositivi concreti per aumentare l’aggregazione tra i produttori.
Parallelamente, è indispensabile contrastare le distorsioni che derivano dalle importazioni provenienti da Paesi che non applicano gli stessi standard richiesti agli agricoltori italiani. Proteggere il comparto ortofrutticolo significa tutelare l’occupazione, la qualità delle produzioni, l’autonomia alimentare del Paese e le prospettive di crescita delle aziende agricole.
