Di Luca Franceschi
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Fratelli d’Italia contesta il clima delle manifestazioni del 25 Aprile. Il deputato Cristina Almici, membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere, esprime preoccupazione per gli accadimenti nelle piazze italiane durante le celebrazioni della Festa della Liberazione, definendoli come situazioni gravi che non possono essere considerate episodi sporadici.
Secondo Almici, gli insulti rivolti alla Brigata Ebraica, le aggressioni fisiche, lo strappo di bandiere e le intimidazioni nei confronti di chi non condivide le posizioni prevalenti rappresentano una distorsione del significato della festa della libertà. L’esponente di FDI sostiene che simili comportamenti riflettono un clima di intolleranza che verrebbe tollerato, se non addirittura giustificato, da parte della sinistra politica.
Il deputato critica coloro che predicano valori di libertà e memoria, ritenendo che dovrebbero condannare senza esitazioni questi episodi. Invece, osserva, si registrano atteggiamenti di silenzio, minimizzazione o, in alcuni casi, vere e proprie giustificazioni dei fatti accaduti.
Almici evidenzia come il 25 Aprile, destinato a rappresentare un momento di unità nazionale, venga trasformato in una manifestazione di parte dove chi non si conforma alle posizioni dominanti viene emarginato o sottoposto ad aggressioni. In qualità di componente della Commissione sul femminicidio, ritiene inaccettabile ogni manifestazione di violenza, sottolineando come non esistano gerarchie tra diverse forme di violenza. La cultura dell’odio rimane tale indipendentemente da chi la perpetua.
Secondo il deputato, la democrazia si preserva mediante il rispetto reciproco e non attraverso l’intolleranza. Su questo aspetto rivendica la necessità di chiarezza: occorre stare coerentemente dalla parte della libertà, altrimenti si alimentano divisioni dannose per la società. Conclude affermando che il 25 Aprile deve tornare ad essere celebrazione condivisa da tutti gli italiani, ma ciò richiede una presa di responsabilità che, a suo giudizio, continua a mancare da parte delle forze di sinistra.
