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CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: «LAVORI CONSIGLIO: OMNIBUS ISTRUZIONE, ORDINI DEL GIORNO E ARTICOLATA 1»

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11.18 - venerdì 12 giugno 2026

Di Luca Franceschi
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La seduta di questa mattina si è aperta con l’esame degli ordini del giorno collegati al disegno di legge provinciale n. 70/26, Modifiche a leggi provinciali in materia di istruzione, formazione professionale e cultura, artigianato, esercizi pubblici e commercio, presentato dalla Giunta provinciale su proposta degli assessori Philipp Achammer, Marco Galateo e Daniel Alfreider.

Philipp Achammer ha comunicato l’accoglimento degli ordini del giorno di Anna Scarafoni, n. 4 Scuole musicali, n. 5 Tavolo permanente e n. 6 Tutela personale docente, e dell’ordine del giorno n. 2 di Brigitte Foppa, Contare gli anni – anche per i/le supplenti.

Marco Galateo ha accolto l’ordine del giorno n. 7 di Sandro Repetto, Formazione professionale come strumento di crescita della persona e di cittadinanza attiva, concordando alcune modifiche.

La discussione si è quindi concentrata sulle proposte citate, mentre gli ordini del giorno non menzionati sono stati ritirati.

L’ordine del giorno 2, accolto, Contare gli anni – anche per i/le supplenti, impegna la Giunta a verificare con quali provvedimenti normativi i/le docenti con almeno cinque anni di lavoro a tempo determinato nelle scuole di competenza provinciale possano ottenere il riconoscimento economico dell’esperienza professionale.

Inoltre chiede di istituire su tale base un’indennità di esperienza per i/le docenti con almeno cinque anni di contratti a tempo determinato nelle scuole provinciali.

Prevede infine lo stanziamento in bilancio delle risorse necessarie.

Brigitte Foppa ha spiegato che nelle scuole dell’Alto Adige i/le supplenti con incarichi annuali o temporanei, chiamati dalle graduatorie provinciali e scolastiche per coprire posti liberi o sostituire docenti assenti, sono parte strutturale dell’attività scolastica e che chi insegna con affidabilità per anni contribuendo al successo del sistema ha diritto a un riconoscimento anche economico dell’esperienza maturata.

Foppa ha espresso apprezzamento per l’accoglimento della proposta, che dà valore al lavoro di molte persone.

L’ordine del giorno 4, accolto, Scuole musicali, impegna la Giunta a monitorare gli effetti dell’applicazione dell’articolo 7, comma 3, del disegno di legge sulle scuole secondarie di primo e secondo grado a indirizzo musicale.

Prevede il coinvolgimento preventivo delle istituzioni scolastiche interessate nella valutazione delle ricadute organizzative e didattiche.

Chiede di adottare ogni iniziativa utile affinché l’attuazione non riduca la qualità dell’offerta formativa musicale né comporti aggravi organizzativi per le scuole.

Impegna a garantire che l’applicazione della norma non determini riduzioni dirette o indirette di posti in organico, cattedre o risorse professionali delle scuole statali a indirizzo musicale, salvaguardando i livelli occupazionali e la continuità dei percorsi attivi.

La consigliera ha ricordato che l’articolo 7 introduce, per chi frequenta le scuole di musica provinciali, la possibilità di ottenere un ulteriore esonero pari a un’ora settimanale nelle discipline di strumento o strumento/canto nelle scuole secondarie a indirizzo musicale, evidenziando i possibili effetti organizzativi e didattici e la necessità di evitare impatti negativi su qualità, continuità e stabilità degli organici.

L’ordine del giorno 5, accolto, Tavolo permanente, impegna la Giunta a promuovere l’istituzione di un tavolo permanente di confronto su qualità pedagogica, condizioni di lavoro del personale scolastico e sostenibilità organizzativa delle istituzioni scolastiche.

Prevede di valutare, sulla base delle proposte del tavolo, iniziative per semplificare gli adempimenti amministrativi a carico delle scuole, tutelare il tempo per insegnamento e progettazione educativa, valorizzare collegialità e partecipazione degli organi scolastici, sostenere la qualità della programmazione educativa e rafforzare la formazione pedagogica e culturale del personale.

Stabilisce inoltre di riferire periodicamente alla competente Commissione legislativa e al Consiglio sugli esiti del confronto e sulle eventuali azioni intraprese.

La proponente ha sottolineato che la qualità del sistema dipende in misura rilevante dalle condizioni di lavoro del corpo docente e dalla sostenibilità organizzativa, richiamando l’aumento del carico amministrativo e burocratico e indicando nel confronto stabile tra amministrazione, personale, famiglie e studenti uno strumento utile per individuare criticità e condividere soluzioni.

L’ordine del giorno 6, accolto, Tutela personale docente, impegna la Giunta a definire compiti, composizione e modalità operative degli eventuali consigli di classe individualizzati in modo da garantire la sostenibilità del carico di lavoro del personale docente.

Prevede una valutazione preventiva delle risorse organizzative effettivamente disponibili presso le scuole interessate per l’attuazione dei percorsi educativi individualizzati e personalizzati.

Chiede di adottare misure organizzative idonee a evitare ulteriori aggravi burocratici e amministrativi per consigli di classe e docenti.

Garantisce tempi adeguati di programmazione collegiale e coordinamento didattico per la gestione dei percorsi individualizzati previsti dal disegno di legge.

Dispone il monitoraggio degli effetti delle nuove disposizioni sull’organizzazione scolastica e sul carico di lavoro, con il coinvolgimento delle rappresentanze delle istituzioni e del personale interessato.

La consigliera ha spiegato che consigli di classe e percorsi individualizzati perseguono finalità condivisibili di inclusione e personalizzazione, ma comportano inevitabilmente attività aggiuntive di programmazione, coordinamento, documentazione e valutazione, rendendo necessario assicurare condizioni di effettiva sostenibilità.

L’ordine del giorno 7, accolto con modifiche, Formazione professionale come strumento di crescita della persona e di cittadinanza attiva, impegna la Giunta a promuovere un approccio alla programmazione dell’offerta formativa provinciale che consideri la formazione professionale non solo come risposta al mercato del lavoro ma anche come leva di crescita integrale della persona.

Prevede lo sviluppo di indicatori e strumenti di valutazione che misurino non solo gli esiti occupazionali ma anche l’acquisizione di competenze trasversali, civiche, relazionali e di cittadinanza attiva, senza appesantire il lavoro delle scuole e tenendo conto dei monitoraggi già attivi.

Rafforza i percorsi formativi e la partecipazione democratica, l’educazione alla sostenibilità, la consapevolezza digitale e la capacità di apprendere lungo tutto l’arco della vita.

Rafforza i processi di pianificazione dell’offerta formativa coinvolgendo, oltre alle rappresentanze economiche e produttive, anche scuola, università, cultura, terzo settore e organizzazioni giovanili.

Introduce una relazione periodica con cadenza triennale al Consiglio sull’evoluzione delle competenze richieste dal mercato del lavoro e sul contributo della formazione professionale allo sviluppo sociale e culturale della comunità provinciale.

Secondo il proponente, la formazione professionale deve certamente fornire competenze adeguate alle esigenze del sistema economico, ma non può essere concepita come mero adattamento alle richieste del mercato e deve contribuire alla crescita personale e alla cittadinanza consapevole.

È stato quindi approvato all’unanimità, 33 sì, il passaggio alla discussione articolata del disegno di legge provinciale n. 70/26, Modifiche a leggi provinciali in materia di istruzione, formazione professionale e cultura, artigianato, esercizi pubblici e commercio.

L’articolo 1 modifica la l.p. 31 agosto 1974, n. 7, Assistenza scolastica. Provvidenze per assicurare il diritto allo studio, ed è stato approvato, 31 sì e 1 astensione, senza discussione né emendamenti.

L’articolo 2 modifica la l.p. 30 novembre 2004, n. 9, Diritto allo studio universitario, e un emendamento dell’assessore Achammer aggiunge, tra l’altro, un comma che consente una retribuzione maggiore al personale docente universitario in ragione della richiesta di bilinguismo.

Achammer ha evidenziato come la sfida più grande sia il reclutamento di docenti dall’estero, dove le condizioni sono più attrattive, e che ciò richiede stimoli economici.

Sven Knoll ha apprezzato l’emendamento ma ha segnalato sempre più frequenti casi di italianizzazione dell’Università con violazioni del diritto alla madrelingua, sostenendo che così si pagherebbero meglio anche docenti italiani senza intervenire effettivamente sul plurilinguismo.

Achammer ha replicato che l’Università potrà differenziare, ha ribadito l’importanza del plurilinguismo e ha ricordato il confronto in corso con il Governo sulle regole di chiamata diretta per l’impiego di docenti dall’estero, che costituirebbe un ulteriore incentivo.

L’emendamento è stato approvato con 22 sì e 11 astensioni e l’articolo è stato approvato con 25 sì e 8 astensioni.

L’articolo 3 modifica la l.p. 18 ottobre 1995, n. 20, Organi collegiali delle istituzioni scolastiche, e ha visto Anna Scarafoni chiedere l’inserimento di un riferimento all’autonomia professionale e didattica del personale docente e alla centralità delle decisioni collegiali degli organi competenti per tutelare la libertà di insegnamento e la funzione collegiale, evitando indebite interferenze esterne.

Alex Ploner ha proposto un emendamento per consentire al personale all’integrazione l’accesso al registro digitale, che oggi spesso non avviene, e un altro per la composizione dei consigli di classe, richiamando una mozione approvata, affinché al personale all’integrazione sia garantito il diritto di voto sulla totalità delle questioni di natura scolastica, fermo restando che non viene dato sulla valutazione degli alunni.

Achammer ha accolto l’emendamento di Scarafoni e, quanto alle proposte di Ploner, ha riconosciuto la difficoltà segnalata ma ha ricordato che il collaboratore all’integrazione, per profilo, non ha compiti didattici.

Ha proposto di votare separatamente il periodo della lettera g del comma 1 relativo alla locuzione solo per le alunne e gli alunni a essi assegnati e ha annunciato una futura formulazione più chiara dell’articolo.

Ha condiviso l’accesso del collaboratore al registro di classe, pur ritenendo che nella maggior parte dei casi non vi siano problemi e che la questione non debba essere disciplinata dalla legge.

Ploner ha suggerito di sostituire nella propria proposta la dicitura di natura didattica e straordinaria con di natura scolastica, affermando che il diritto di voto dei collaboratori all’integrazione, come stabilito dalla mozione del Consiglio, non deve dipendere dalla discrezionalità dei dirigenti.

È stato approvato l’emendamento di Scarafoni, 27 sì e 5 astensioni, mentre gli emendamenti di Ploner sono stati respinti con 17 no e 16 sì e con 17 no, 11 sì e 5 astensioni.

L’assessore Achammer ha chiarito di non aver accolto l’emendamento sul diritto di voto perché avrebbe ampliato eccessivamente tale diritto, confermando però la disponibilità a una formulazione migliore.

L’articolo è stato approvato con 22 sì e 11 astensioni, senza la dicitura solo per le alunne e gli alunni a esso assegnato nella lettera g del comma 1, frase che è stata respinta con 18 no, 10 sì e 5 astensioni.

L’articolo 4 modifica la l.p. 12 dicembre 1996, n. 24, Consiglio scolastico provinciale e disposizioni in materia di assunzione del personale insegnante, rispetto al quale Alex Ploner ha proposto di dare attuazione a una mozione del Consiglio prevedendo la rappresentanza degli alunni con disabilità designata dalle organizzazioni delle persone con disabilità e non, come previsto, dall’organizzazione più rappresentativa, in modo che le organizzazioni si accordino tra loro.

Achammer ha replicato che la definizione attuale era stata concordata con l’ufficio persone con disabilità.

Respinto l’emendamento, l’articolo è stato approvato con 33 sì.

L’articolo 5 modifica la l.p. 14 dicembre 1998, n. 12, Disposizioni relative agli insegnanti e ispettori per l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole primarie e secondarie nonché disposizioni relative allo stato giuridico del personale insegnante e al lavoro sociale nelle scuole, ed è stato approvato, 32 sì, senza discussione né emendamenti.

L’articolo 6 modifica la l.p. 29 giugno 2000, n. 12, Autonomia delle scuole, e su questo punto Brigitte Foppa ha proposto di prevedere, relativamente al Consiglio di classe individualizzato la cui disciplina sarà definita dalla Giunta, un’audizione del Consiglio scolastico, delle Consulte dei genitori e degli studenti e dei sindacati.

Achammer ha ritenuto la proposta problematica ed eccessiva, precisando che la questione sarà sicuramente discussa a Roma e che con delibera si mostrerà che la decisione non è lasciata al caso ma assunta centralmente.

Respinto l’emendamento di Foppa, 19 no, 10 sì e 3 astensioni, l’articolo è stato approvato con 33 sì.

La seduta è stata quindi sospesa su richiesta dell’assessore Marco Galateo per una riunione della maggioranza.

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