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CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: «LAVORI CONSIGLIO: INTERROGAZIONI SU TEMI D’ATTUALITÀ -1»

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16.27 - martedì 9 giugno 2026

Di Luca Franceschi
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È iniziata oggi la sessione di lavori di giugno del Consiglio provinciale di Bolzano, la prima guidata dal neo presidente Angelo Gennaccaro.

A inizio seduta i lavori sono stati interrotti per consentire, su richiesta di Andreas Leiter Reber, un confronto tra capigruppo in merito al funerale di Josef Fontana.

Al rientro in aula, il presidente Angelo Gennaccaro ha comunicato che i lavori del plenum saranno interrotti domani alle 11, dopo la presentazione delle relazioni delle titolari degli organismi di garanzia, per permettere a chi lo desidera di partecipare al funerale.

I lavori riprenderanno alle 14.00.

È quindi iniziata la trattazione delle interrogazioni su temi d’attualità.

Termovalorizzatore di Bolzano.

Franz Locher ha ricordato che l’inceneritore dell’Eco Center di Bolzano, entrato in funzione nel 2013, è parte di un impianto moderno per il trattamento termico dei rifiuti residui.

Tramite l’incenerimento si producono annualmente circa 87 milioni di kWh di energia elettrica e 129 milioni di kWh di calore.

Il calore è immesso completamente nella rete di teleriscaldamento della città, mentre l’energia elettrica è in gran parte immessa nella rete nazionale.

Locher ha sottolineato che il valore aggiunto dell’impianto sta nella riduzione dei rifiuti, con minore necessità di discariche, e nella fornitura di energia derivante dall’incenerimento.

Ha chiesto quale sia la capacità del termovalorizzatore e in quale misura venga utilizzata, quale capacità sarebbe necessaria per fornire calore all’intero capoluogo, a che punto sia l’ampliamento della rete di teleriscaldamento, per quale motivo non venga utilizzata biomassa per una produzione aggiuntiva di calore e a quale prezzo venga ceduta l’energia.

L’assessore Peter Brunner ha indicato 16,3 tonnellate all’ora, ha richiamato la capacità per l’incenerimento dei rifiuti urbani e ha precisato che nel 2025 sono state utilizzate 128 tonnellate di materiale per il teleriscaldamento, di cui il termovalorizzatore è il pilastro ma non l’unica fonte.

Ha citato uno studio sul tema, spiegando che un rifornimento totale della città di Bolzano non è al momento realistico.

Ha elencato il numero di alloggi collegati, in crescita costante negli ultimi anni, e ha ricordato che il rilascio di energia termica è regolato da delibera di Giunta, con un prezzo attuale di 13,5 euro per megawattora.

Su ulteriore richiesta, l’assessore ha richiamato uno studio di fattibilità per puntare maggiormente sulla biomassa, la cui disponibilità dovrà però essere verificata.

Esenzione dal ticket per le vittime di violenza, codice BZ6.

Sandro Repetto ha ricordato l’istituzione del codice di esenzione “BZ6” con delibera n. 1165 del 29 dicembre 2023, che prevede l’esenzione dalla partecipazione alla spesa per prestazioni specialistiche, diagnostiche, terapeutiche, riabilitative e di follow up.

Ha segnalato possibili mancate o insufficienti applicazioni della misura e ha chiesto quanti codici siano stati assegnati dal 1° febbraio 2024 al 31 marzo 2026, con dettaglio per anno e, se disponibile, per comprensorio sanitario, quale spesa sia stata sostenuta dal Servizio sanitario provinciale per ciascun anno, quante esenzioni siano state prorogate oltre il primo anno e se siano emerse criticità nell’attuazione.

L’assessore Hubert Messner ha riferito che, nel periodo indicato, il codice è stato assegnato a 21 persone per una spesa complessiva di 2.979 euro.

Nessuna persona ha ottenuto il codice per più di un anno.

Ha definito la misura uno strumento importante a tutela delle vittime di violenza, segnalando tuttavia problemi pratici di attuazione legati, ad esempio, a fatturazione elettronica, privacy e registrazione, per i quali sono necessari ulteriori chiarimenti operativi.

A tal fine sono in corso contatti con i rappresentanti al Senato per affrontare il tema anche a livello nazionale.

Repetto ha osservato che la spesa è molto bassa e ha chiesto aggiornamenti sugli sviluppi e sul superamento delle criticità.

Assistenza ai pazienti ME/CFS in Alto Adige.

Franz Ploner ha richiamato notizie di stampa secondo cui l’Ufficio antidiscriminazioni, insieme al gruppo regionale ME/CFS, ha avviato un dialogo con l’Assessorato alla salute per rendere visibili le esigenze delle persone affette dalla patologia e promuovere miglioramenti, con l’elaborazione di un percorso assistenziale e linee guida per il personale sanitario.

Ha chiesto se l’Assessorato disponga di dati concreti sull’incidenza della ME/CFS, del Long Covid e della sindrome Post Vac, come vengano codificate queste patologie e quali dati siano trasmessi al Ministero della Salute, se esista il percorso terapeutico completo annunciato nel 2025 e il percorso assistenziale con linee guida, e in base a quali criteri sia valutato il livello di assistenza ai pazienti.

L’assessore Hubert Messner ha precisato che per le diagnosi ambulatoriali non esiste un flusso informativo strutturato, e ciò riguarda anche ME/CFS, Long Covid e Post Vac.

Le diagnosi di Long Covid sono 2.500‑3.000, con circa 300‑400 pazienti in cura, mentre i quadri clinici post vaccinali sono alcune decine.

Ha citato anche il numero di casi ME/CFS e illustrato la procedura operativa per questi pazienti, ricordando che la valutazione di assistenza e sostegno si basa non solo sulla diagnosi ma sul fabbisogno nella vita quotidiana.

Ploner ha chiesto l’invio della risposta scritta e ulteriori dettagli sul trattamento, inclusi i protocolli per chi non è più in grado di uscire di casa e un riferimento alle terapie off label disponibili.

Attività estrattive e ghiaia.

Madeleine Rohrer ha segnalato che il disegno di legge provinciale n. 71/26‑XVII mira a consentire l’estrazione di ghiaia anche a fronte di valutazione ambientale negativa qualora sussista un interesse pubblico prevalente legato al fabbisogno territoriale o a necessità sociali o economiche.

Ha domandato quanti progetti di estrazione di materie prime minerali siano stati approvati negli anni 2023, 2024 e 2025, a quanti metri cubi di materiale corrispondano e quanti progetti siano stati respinti negli stessi anni.

L’assessore Marco Galateo ha definito il tema centrale per la provincia, ricordando che i costruttori richiedono materiale di qualità e osservando che tutti vogliono le cave ma nessuno le vuole vicino a casa propria.

Ha annunciato l’invio dei dati richiesti e ha sottolineato la necessità di decidere dove e come consentire lo sviluppo del settore, valutando il fabbisogno complessivo per arrivare a una stima realistica di materiale necessario, numero di cave autorizzabili, durata e localizzazione.

Rohrer ha chiesto chiarimenti sulla possibilità di ampliare le torbiere prevista nella legge omnibus, che sarebbe in contrasto con il Piano clima.

Galateo ha spiegato che esiste una sola cava che fornisce la torba a molte categorie, che il Piano clima prevede un calcolo della CO2 nelle torbiere e che sono disponibili altri studi, indicando la necessità di un approccio non ideologico e pragmatico.

Ha precisato che l’articolo della omnibus sulle torbiere non intende bypassare il Piano clima, ma consentire, dove vi è una concessione esistente e una volumetria disponibile, di restituire parte del territorio utilizzato e proseguire in un’altra area.

Conciliazione lavoro e famiglia.

Jürgen Wirth Anderlan ha richiamato la manifestazione delle famiglie svoltasi a Bolzano il 16 maggio, segnalando criticità come la carenza di servizi di assistenza all’infanzia, in particolare durante le vacanze estive, il lavoro di cura non retribuito, le lacune pensionistiche per le madri a tempo pieno e la scarsa conciliabilità tra lavoro e famiglia.

Ha chiesto come si spieghi il posizionamento dell’Alto Adige all’ultimo posto in una recente comparazione tra regioni italiane, quali fattori determinino il calo della natalità e con quali piani si intenda garantire un servizio di assistenza all’infanzia accessibile tutto l’anno, nonché quali progetti siano previsti a sostegno delle madri che scelgono di rimanere a casa con i figli.

L’assessora Rosmarie Pamer ha replicato che chi presenta un’interrogazione dovrebbe prima verificare i fatti, precisando che l’Alto Adige non è all’ultimo posto ma al secondo dopo l’Emilia‑Romagna e al primo in alcune categorie.

Ha riconosciuto sfide legate al lavoro a tempo parziale e alle interruzioni, ricordando che alcuni indicatori non riflettono condizioni effettive in un territorio con forte stagionalità lavorativa, e ha definito il calo della natalità un problema europeo, con la provincia in una situazione comunque accettabile.

Wirth Anderlan ha contestato la mancata pubblicazione dello studio e ha respinto l’accusa di scarsa serietà.

Corteo sikh e armi cerimoniali.

Sven Knoll ha ricordato che il 10 maggio centinaia di persone della comunità sikh hanno sfilato per le vie di Bolzano, alcune con pugnali e con dimostrazioni pubbliche rituali con la spada.

Ha osservato che le armi simboliche degli Schützen e di altre associazioni tradizionali sono soggette a controlli rigorosi, con esami periodici sul maneggio sicuro, e che agli Schützen provenienti da Tirolo del Nord e orientale e dalla Baviera è ancora vietato entrare in Alto Adige e in Trentino con armi storiche.

Ha chiesto su quale base giuridica sia stato consentito ai partecipanti del corteo sikh di portare pugnali ed eseguire pubblicamente dimostrazioni con la spada, se tali armi siano state preventivamente autorizzate o controllate e se i partecipanti abbiano dovuto dimostrare il maneggio sicuro.

L’assessora Ulli Mair ha spiegato di non avere ancora tutti i dati, avendo ricevuto l’interrogazione il 28 maggio, e di essere in attesa della risposta del commissariato del Governo, che sarà inviata per iscritto.

Ha richiamato le norme sul porto d’armi, ricordando che motivi religiosi non giustificano il porto di oggetti atti a ferire, anche se di rito, facendo riferimento a una sentenza della Cassazione.

Knoll ha replicato che gli Schützen sono sempre sottoposti a controlli molto stringenti mentre in altri casi si tende a chiudere un occhio.

Dati sui bambini e sulle bambine con diagnosi nelle scuole e nelle scuole dell’infanzia.

Renate Holzeisen ha chiesto il numero di bambine e bambini con diagnosi che frequentano le tre scuole dell’infanzia pubbliche, italiana, tedesca e ladina, nell’anno scolastico 2025/2026, e il totale delle frequenze nella scuola dell’infanzia pubblica nello stesso anno.

Ha chiesto inoltre i corrispondenti dati per scuola primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado per i tre gruppi linguistici, oltre al numero di alunne e alunni con diagnosi di disturbo dello spettro autistico nei vari gradi.

L’assessore Philipp Achammer ha citato i numeri per ogni grado scolastico, compresi i casi di spettro autistico, e ha promesso l’invio dei dati.

L’assessore Daniel Alfreider ha riportato i dati della scuola ladina e l’assessore Marco Galateo ha annunciato la trasmissione delle tabelle relative alla scuola italiana.

Holzeisen ha chiesto l’invio dei dati anche da parte di Alfreider.

Musei in Alto Adige, andamento delle presenze e accessi.

Thomas Widmann ha ricordato l’importanza dei musei per la formazione culturale, la tutela del patrimonio e l’attrattività turistica e ha chiesto chiarimenti sulle modalità di raccolta e trasmissione dei dati di presenza all’ASTAT, sulla disponibilità di dati aggiornati 2025 e primi mesi del 2026 presso i singoli musei e sull’accesso della Giunta a tali dati, almeno per le realtà di maggiori dimensioni.

Ha chiesto inoltre per quali musei esistano format di visita istituzionalizzati o obbligatori in ambito scolastico.

L’assessore Philipp Achammer ha spiegato che ogni museo dispone di accesso al portale ASTAT dove immette i dati e può richiamarli in qualsiasi momento.

Ciò è avvenuto con la relazione annuale richiesta dalla Giunta, fermo restando che sono possibili risultati interlocutori.

Non ci sono visite obbligatorie, salvo nell’ultimo anno di scuola dell’infanzia, e l’interesse risulta molto elevato.

Sostegno linguistico e genitoriale per famiglie con background migratorio nella prima infanzia.

Harald Stauder ha evidenziato un fabbisogno chiaro e crescente di sostegno precoce e accessibile nei comuni altoatesini, ricordando progetti come Intermed e Brücken bauen del Centro genitori‑bambini di Lana, che mostrano approcci efficaci.

Le esperienze sul territorio indicano che la promozione linguistica funziona quando inizia presto, è integrata nella quotidianità, si combina con servizi di cura dei bambini ed è accompagnata da mediazione culturale e linguistica.

Attualmente queste offerte sono spesso basate su progetti a termine e non garantite strutturalmente, e problemi non affrontati nella prima infanzia riemergono più avanti con maggiore impegno.

Stauder ha chiesto come la Giunta intenda integrare stabilmente l’acquisizione linguistica dei genitori con background migratorio nell’ambito della prima infanzia, quale struttura sarà responsabile in modo complessivo, come trasformare progetti pilota di successo in strutture ordinarie e se sia previsto un sistema comune di monitoraggio con dati e indicatori di efficacia.

L’assessora Rosmarie Pamer ha ribadito che l’apprendimento linguistico dei genitori con background migratorio è fondamentale per l’integrazione e che l’intenzione è sviluppare i servizi, garantendo e ampliando misure consolidate.

Un’attribuzione isolata a un solo ente appare poco efficace e si privilegia l’integrazione dei servizi, mentre una solida raccolta di dati è ritenuta essenziale.

Stauder ha accolto con favore la condivisione della diagnosi e ha chiesto di essere informato a medio termine sulle misure programmate.

Aumento delle pensioni e requisiti di accesso.

Maria Elisabeth Rieder ha rilevato che 26.699 persone con più di 65 anni percepiscono in Alto Adige una pensione inferiore a 1.000 euro e che 2.970 persone hanno ricevuto, secondo i requisiti vigenti, un’integrazione fino a 1.000 euro, mentre i beneficiari di pensione sociale non l’hanno ottenuta.

Ha chiesto se i requisiti di accesso siano stati rivisti, quali modifiche siano previste, quando si siano svolti gli incontri con i sindacati e se siano conclusi, se l’integrazione pensionistica ricevuta nel 2025 sarà considerata ai fini ISEE con possibile riduzione della platea nel 2026 e come la Giunta valuti gli attuali criteri della misura.

L’assessora Rosmarie Pamer ha riferito di un incontro con le parti sociali per valutare possibili modifiche, tra cui l’eliminazione del tetto mensile di 1.000 euro, l’introduzione di tre classi ISEE e un contributo aggiuntivo per chi ha versato contributi per oltre 20 anni, misure che potrebbero ampliare la platea a determinate condizioni.

Ha ricordato che nel primo anno i destinatari sono stati pochi anche per la combinazione tra limite ISEE e tetto dei 1.000 euro e che limitando il secondo la platea dovrebbe ampliarsi.

Rieder ha sollecitato un’ampia informazione, anche sulla necessità di presentare l’ISEE.

Pamer ha chiarito che la proposta è stata inoltrata all’INPS e che, per quanto riguarda l’assegno sociale, si attende la risposta del Consiglio dei ministri.

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