(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Si è chiusa con grande successo di pubblico e partecipazione la seconda edizione di Artinrete – Festival dell’Arte Contemporanea, che dall’1 al 3 maggio ha trasformato Verona in una piattaforma culturale diffusa, capace di mettere in dialogo luoghi, linguaggi e protagonisti dell’arte contemporanea.
Promosso da ArtiVer, con il sostegno del Comune di Verona – Area Cultura e il patrocinio di Università di Verona – Museo del Contemporaneo, Confcommercio Verona, Confesercenti Verona, Federalberghi Garda Veneto e VeronaUp, e con il supporto di Fondazione Cariverona, Crea Impresa Sociale, MAGIS e Villa della Torre, il festival ha rappresentato un esempio concreto di sinergia tra pubblico e privato.
L’iniziativa ha coinvolto alcune delle più importanti realtà culturali cittadine, tra cui Musei Civici di Verona – Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri, Palazzo Maffei, Società Belle Arti di Verona, Cooperativa Le Macchine Celibi, Associazione Artena, Associazione Contemporanea Verona, Accademia di Belle Arti di Verona, Fondazione Cariverona, Veronafiere con ArtVerona e JOB&Orienta, Accademia Cignaroli e Associazione Wunderkammer, insieme a numerosi artisti, curatori e professionisti del panorama nazionale.
Un mosaico di spazi pubblici e privati ha animato la città, con luoghi protagonisti quali Palazzo Maffei, Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri, Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, Palazzo Forti, Teatro Ristori, Peter Frey Gallery, Galleria dello Scudo, Sala espositiva SBAV “P. Pighi”, Deposito À – Converge, Studio la Città e Collezione De Iorio, contribuendo a rendere Verona un laboratorio aperto di relazione tra patrimonio urbano e contemporaneità.
“La significativa adesione del pubblico e soprattutto l’entusiasmo espresso da molti cittadini veronesi confermano che Artinrete non è un evento isolato, perché Verona ha voglia di esplorare l’arte contemporanea – sottolinea l’assessora alla Cultura Marta Ugolini –. Crediamo fermamente nel valore dell’arte di oggi, una forza che non cancella ma si stratifica sul passato, arricchendolo di nuovi significati. La presenza di artisti viventi con cui si può eccezionalmente dialogare ci permette di ragionare, attraverso la loro sensibilità, sui grandi temi e sulle sfide del nostro tempo. In questi giorni la città ha potuto, finalmente, parlare di arte insieme agli artisti e assistere a performance dal vivo straordinarie, specialmente a Palazzo Forti, che assieme alla Galleria d’Arte Moderna è stato capace di accogliere con efficacia le proposte dei soggetti aderenti alla rete Artiver, attuando una sinergia preziosa. Un enorme ringraziamento va ai promotori dei diversi eventi diffusi in città, tutti autofinanziati con orgoglio, e ai lavoratori che hanno reso possibili allestimenti, visite guidate, performance e spettacoli, anche nel fine settimana della festa del lavoro. Come Amministrazione, vogliamo continuare in questa direzione, convinti che Verona non possa più adagiarsi sulla sola eredità del passato, per riscoprirsi capace di far dialogare la magnificenza del proprio patrimonio storico e storicizzato con l’energia delle forme espressive dell’arte contemporanea”.
“Il coinvolgimento di tanti soggetti pubblici e privati nella manifestazione, la qualità assoluta delle iniziative proposte, l’affluenza di tanto pubblico nonostante il ponte del 1 maggio – osserva il consigliere comunale Alberto Battaggia, presidente della rete ArtiVer che ha promosso il festival – ci dicono che abbiamo colto nel segno: ci sono tutte le condizioni culturali, professionali e politiche per inaugurare a Verona una nuova stagione di iniziative legate all’arte contemporanea. In quest’ottica, la riapertura di Palazzo Forti come centro espositivo permanente, primo obiettivo di ArtiVer dalla sua costituzione, agirà da volano di tutto il movimento dell’arte contemporanea veronese. Artinrete 2026 – pertanto – non va considerata un’iniziativa occasionale ma il tassello di una strategia più ampia, che mira a fare di Verona un polo internazionale dell’arte contemporanea: traguardo più che realistico, se vi concorreranno, accanto al Comune di Verona, a Veronafiere-ArtVerona, a Fondazione Cariverona, anche altre importanti istituzioni cittadine come l’Università di Verona e la Camera di Commercio”.
Per tre giorni il festival ha proposto un ricco palinsesto di eventi, costruito per rispondere a diverse esigenze culturali: una sezione di incontri di altissimo livello, con protagonisti assoluti dell’arte italiana, accanto a mostre, performance, concerti, visite guidate, workshop e conferenze.
Al Teatro Ristori si sono susseguiti momenti centrali del programma, dall’incontro con Emilio Isgrò alla partecipazione di Maurizio Vandelli, fino allo spettacolo conclusivo di Carlo Vanoni ‘L’arte è una caramella’, che ha saputo coinvolgere un pubblico ampio e trasversale.
A Palazzo Forti, grande attenzione è stata dedicata alla dimensione espositiva e performativa, con Ground-to-Sea Sound Collective – “Borders of Sound: Walls and People”, a cura della GAM e di Job&Orienta Fiera di Verona. Sempre negli spazi del palazzo, l’Accademia Cignaroli ha presentato la proiezione del video Key Bioindicator di Giovanni Chiamenti.
Si è svolta inoltre la mostra Ápei-ron | Senza confini, accompagnata da visite guidate e performance audiovisive, culminata nella serata conclusiva con Janua Coeli – Porte Solstiziali, una performance di danza contemporanea a cura di DanceHaus / Susanna Beltrami e Roberto Leone dell’Associazione Wunderkammer, con live computer music di Mauro Graziani.
Nel complesso, la proposta si è rivelata particolarmente partecipata e coinvolgente, soprattutto per il pubblico più giovane.
Il festival ha inoltre valorizzato una pluralità di linguaggi: dalla videoarte proposta dalla Cooperativa Le Macchine Celibi alla Galleria d’Arte Moderna, alle conferenze e mostre curate dalla Società Belle Arti di Verona, fino alle visite guidate alle collezioni De Iorio e Palazzo Maffei, molto partecipate.
Fondamentale anche il contributo delle gallerie private, con le aperture straordinarie di Peter Frey Gallery, Studio la Città e Galleria dello Scudo, che hanno ampliato il percorso cittadino dell’arte contemporanea.
Tra le iniziative più apprezzate, la mostra Winter Games! al Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri, visitabile per tutta la durata del festival con biglietto agevolato, che ha riscosso un buon riscontro da parte del pubblico.
Un sistema integrato di eventi, luoghi e competenze che ha dimostrato la vitalità del tessuto culturale veronese e la capacità di fare rete, coinvolgendo cittadini, turisti e nuovi pubblici in un’esperienza condivisa e partecipata.
Con questa seconda edizione, Artinrete si afferma come un progetto culturale solido e condiviso, capace di attivare connessioni durature tra istituzioni, operatori e pubblico, rafforzando il ruolo di Verona come hub culturale contemporaneo.
