Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli interviene sulla questione della riforma elettorale, affermando che la destra intende modificare la legge elettorale a soli dodici mesi dal voto, poiché ha percepito che lo scenario politico sta subendo trasformazioni significative. Secondo il leader di Europa Verde, questa pratica rappresenta uno dei vizi più radicati nella politica italiana: trasformare le regole quando emerge il timore di una possibile sconfitta.
Il dirigente ambientalista ricorda come l’Italia abbia assistito ripetutamente a questo fenomeno nel corso degli anni. Cita esempi concreti, dalla legge Porcellum, definita ironicamente dal suo stesso ideatore Calderoli, fino al Rosatellum promosso da Renzi. In ogni occasione, sottolinea, qualche esponente politico ha tentato di costruire un sistema elettorale personalizzato, venendo successivamente sconfitto proprio dagli elettori. Bonelli evidenzia come questa strategia non abbia mai portato fortuna a chi l’ha messa in atto.
Bonelli insiste sulla necessità di restaurare un principio fondamentale della democrazia: le regole del gioco democratico non possono essere modificate per convenienze politiche contingenti. Sottolinea che negli ultimi venti anni l’Italia ha cambiato quattro volte il proprio sistema elettorale, e questo continuo rivolgimento produce solo disaffezione nei confronti delle istituzioni, sfiducia diffusa e una progressiva perdita di credibilità, particolarmente marcata tra le nuove generazioni.
Conclude affermando che una democrazia autentica e responsabile deve garantire la stabilità normativa e il rispetto verso gli elettori, rifiutando quei mutamenti continui che vengono realizzati unicamente per preservare il potere.
