(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Gli scienziati americani Douglas Lowy e John Schiller, pionieri del vaccino contro il Papillomavirus umano (HPV), hanno ricevuto stamani il 29° Premio Pezcoller – AACR al Teatro Sociale di Trento. Grazie alle loro scoperte, la prevenzione oncologica ha segnato una svolta storica: 1,5 milioni di vite salvate grazie ai vaccini già somministrati. «La lotta contro il cancro è un impegno mondiale che richiede audacia, collaborazione e la capacità di cogliere l’attimo»
L’assessore provinciale Mario Tonina: «Il Premio testimonia la capacità del Trentino di dialogare con le eccellenze mondiali e ribadisce il valore della prevenzione».
Il sindaco Franco Ianeselli: «Un onore celebrare i risultati di Lowy e Schiller, la prima coppia a ricevere questo riconoscimento. La loro collaborazione ci insegna che l’unione è la nostra risorsa più grande».
Il presidente della Fondazione Pezcoller Enzo Galligioni: «Lowy e Schiller rappresentano l’inizio di una nuova era: la loro ricerca dimostra come la scienza possa prevenire la morte per cancro su scala globale».
La presidente AACR Lillian L. Siu: «Grazie alle loro scoperte, i tassi di cancro cervicale tra le giovani donne sono crollati nei paesi dove la vaccinazione è diffusa. Questo premio è il più prestigioso nel panorama mondiale della lotta contro il cancro e fonte di ispirazione per i ricercatori di tutto il mondo».
La Cio dell’AACR Margaret Foti: «Orgogliosa di collaborare ad un Premio che onora il sogno del professor Pezcoller».
Con una cerimonia ufficiale aperta alla cittadinanza presso il Teatro Sociale di Trento, è stato consegnato oggi agli scienziati americani Douglas R. Lowy e John T. Schiller, del National Cancer Institute (Bethesda, USA), il 29° Premio Internazionale Fondazione Pezcoller-AACR per risultati straordinari nella ricerca sul cancro.
Ad accogliere i vincitori sono stati il presidente della Fondazione, Enzo Galligioni, la Ceo dell’American Association for Cancer Research (AACR), Margaret Foti, e la presidente AACR 2025-2026, Lillian L. Siu, alla presenza delle massime autorità locali.
Il Premio, che rappresenta il riconoscimento scientifico più prestigioso gestito dalla Fondazione Pezcoller in partnership con l’AACR, l’associazione americana per la ricerca sul cancro, celebra scienziati ancora attivi nella ricerca che hanno apportato contributi sostanziali e continui al progresso oncologico.
Il riconoscimento premia quest’anno una svolta epocale: la capacità della scienza di prevenire la malattia prima ancora che si manifesti.
La svolta storica: la ricerca che salva la vita
Il presidente della Fondazione Pezcoller Enzo Galligioni ha inquadrato il premio in un contesto storico di speranza: “Per la prima volta nella storia dell’umanità, dal 1990 la mortalità per cancro ha cominciato a calare in maniera apprezzabile nei paesi con sistemi sanitari avanzati”.
Questo traguardo, che ha subito un’accelerazione dai primi anni 2000, è il risultato diretto dell’aumento delle conoscenze biologiche che hanno permesso di elaborare strategie di prevenzione, diagnosi precoce e terapie personalizzate. Galligioni ha sottolineato come l’era attuale, quella dei vaccini, rappresenti una nuova frontiera che sta evitando la morte a centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo.
Una nuova era nella prevenzione: la rivoluzione di Lowy e Schiller
Douglas Lowy e John Schiller sono stati premiati per il loro lavoro pionieristico sulle basi molecolari e immunologiche dei vaccini contro l’HPV. La loro collaborazione, durata oltre quarant’anni, ha portato alla scoperta che la proteina L1 del virus può auto-assemblarsi in “particelle simili al virus” (VLP): involucri vuoti che imitano l’HPV senza causare infezione, ma capaci di innescare una risposta immunitaria protettiva.
«Grazie a questa innovazione – ha affermato la presidente dell’AACR, Lillian L. Siu – i tassi di cancro alla cervice tra le giovani donne sono crollati nei Paesi dove la vaccinazione è diffusa, prevenendo decine di migliaia di casi ogni anno. Inoltre, la strategia vaccinale a dose singola promossa dai due scienziati ha il potenziale di estendere la protezione anche in contesti con scarse risorse, dove la mortalità rimane purtroppo elevata».
I vincitori, Lowy e Schiller, hanno espresso la loro gratitudine sottolineando come la loro perseveranza scientifica sia stata alimentata dall’obiettivo di sollevare l’umanità da una sofferenza evitabile: una sfida vinta grazie alla libertà della ricerca di base e alla volontà di “uscire dalla propria zona di comfort”.
Douglas Lowy ha sottolineato come l’infezione da HPV sia una minaccia globale, responsabile ogni anno di circa 750.000 casi di tumore e 350.000 decessi, colpendo non solo la cervice uterina ma anche l’area orofaringea e anogenitale.
«Siamo ricercatori di base che hanno accettato una sfida ad alto rischio», ha spiegato Lowy, evidenziando come l’attuale vaccino sia in grado di prevenire circa il 90% dei tumori e dei decessi correlati. Il dato più rivoluzionario riguarda l’efficacia della dose singola, ora standard in oltre 90 Paesi: «le dosi già somministrate consentiranno di evitare almeno 1,5 milioni di decessi. È una storia straordinaria: pochissimi ricercatori di base vedono un proprio intervento avere un impatto clinico di tale portata».
John Schiller ha posto l’accento sul valore spesso sottovalutato della prevenzione oncologica. «Abbiamo scoperto che una singola proteina virale poteva auto-assemblarsi spontaneamente, creando uno scudo protettivo quasi totale». Lo scienziato ha inoltre lodato il coraggio delle aziende farmaceutiche che hanno investito in un progetto allora considerato un “atto di fede”, dato che nessun vaccino contro un’infezione a trasmissione sessuale era mai riuscito prima.
Un messaggio per le nuove generazioni. Entrambi i premiati hanno ringraziato la Fondazione Pezcoller per la visione internazionale e per il sostegno alla formazione dei giovani scienziati, ribadendo che la lotta contro il cancro è un impegno mondiale che richiede audacia, collaborazione e, come dimostrato dalla loro storia, la capacità di cogliere l’attimo (carpe diem).
«Celebrare oggi il loro lavoro – ha sottolineato l’assessore provinciale alla salute Mario Tonina – significa ribadire con forza il valore della prevenzione come grande sfida della medicina contemporanea. Vaccinazioni, screening, educazione sanitaria e medicina territoriale sono strumenti fondamentali per proteggere la salute delle persone e rafforzare le nostre comunità. In questo percorso si inserisce anche la nascita di ASUIT, l’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, avviata dal primo gennaio di quest’anno».
Trento: una piccola città dal respiro internazionale
Il presidente Enzo Galligioni, nel suo intervento, ha ripercorso la storia della Fondazione, sottolineando come Trento, pur non avendo una lunga tradizione di ricerca biomedica, sia diventata un faro globale capace di attirare i più grandi campioni della scienza. «Merito dell’idea visionaria del fondatore e di un accordo strategico con l’AACR che dura da 29 anni».
Particolarmente applaudito l’intervento del presidente onorario Gios Bernardi, 103 anni, tra i principali protagonisti dello sviluppo della Fondazione Pezcoller.
Il rettore dell’Università di Trento, Flavio Deflorian, ha evidenziato come il premio sia fonte di ispirazione per i ricercatori del CIBIO e per gli studenti del corso di laurea in Medicina, che vedrà i primi laureati proprio questa estate.
Il legame con il territorio è stato confermato anche da Michele Andreaus per la Fondazione Caritro, che ha ricordato lo sforzo economico profuso: ben 86 milioni di euro investiti nell’innovazione scientifica dal 1992 ad oggi, di cui 3,2 milioni solo nell’ultimo anno.
Il sindaco di Trento Franco Ianeselli ha ricordato come il cancro sia un’emergenza sociale impattante, ringraziando i vincitori per aver evitato a moltissime persone anni di incertezza e dolore.
Giovanni De Pretis, presidente dell’Ordine dei Medici, ha espresso il saluto della comunità medica trentina, riconoscendo il valore della Fondazione per promuovere la ricerca con ricadute pratiche sulla salute delle persone, e contribuisce anche ad attrarre giovani professionisti.
Monsignor Mariano Manzana, per molti anni Vescovo in Brasile, ha portato il saluto del Vescovo, e non solo: “Quanti soldi si spendono nel mondo per dominare e per uccidere? La Fondazione Pezcoller ha saputo guardare avanti e trasformare la propria ricchezza in beneficio per gli altri”, ha concluso il presule.
Fondazione Pezcoller e AACR: una partnership sempre più forte
Margaret Foti, CEO dell’AACR, ha celebrato i 29 anni di partnership strategica con la Fondazione Pezcoller, evidenziando come l’organizzazione americana, con i suoi 65.000 soci in 143 paesi, sia orgogliosa di collaborare ad un premio che onora il sogno del professor Pezcoller. “Questo riconoscimento testimonia l’impegno costante nel migliorare l’assistenza ai pazienti attraverso la scienza oncologica più innovativa”.
Per il presidente della Fondazione Pezcoller Enzo Galligioni «il decennio 2017-2026 ha segnato una crescita straordinaria per la Fondazione Pezcoller, con l’istituzione di nuovi premi per i giovani ricercatori europei e per le donne nella ricerca, consolidando una reputazione che va ormai ben oltre i confini nazionali. Donare per la ricerca non è fare beneficenza – ha concluso Galligioni – ma un investimento per il bene di tutti».
