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FNSI – SINDACATO GIORNALISTI TN-AA * SCIOPERO: «VANIFICATO NELLE REDAZIONI “DOLOMITEN“ E “ALTO ADIGE“, I DUE DIRETTORI PIEGATI AL VOLERE DELL’EDITORE»

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16.12 - venerdì 17 aprile 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Sindacato Giornalisti del Trentino Alto Adige condivide la delusione della stragrande maggioranza delle redazioni del Dolomiten e dell’Alto Adige per la vanificazione dello sciopero nazionale proclamato dalla Federazione nazionale della stampa italiana per la forzatura dei due direttori, paradossalmente entrambi iscritti alla Fnsi, che hanno deciso di piegarsi al volere dell’editore e di fare uscire comunque i due quotidiani: il Dolomiten per la terza volta (28 novembre 2025, 27 marzo 2026 e ieri 16 aprile; l’Alto Adige per la seconda volta: 27 marzo e 16 aprile)

La stragrande maggioranza delle due redazioni (ad eccezione di poche unità al Dolomiten e all’Alto Adige) ha scelto di scioperare per solidarietà e per senso di responsabilità verso la professione, per condizioni di lavoro eque e, non da ultimo, per le nuove generazioni del giornalismo.

Da 10 anni gli stipendi sono fermi, erosi del 20% dall’inflazione, come certificato da Istat ed Inps.
Se persino la già modesta retribuzione dei praticanti e dei nuovi assunti viene messa in discussione, sorge inevitabilmente la domanda su quanto il mestiere di giornalista potrà e vorrà restare attrattivo in futuro, anche alla luce delle sfide che il nostro settore dovrà affrontare, ad esempio con l’introduzione dell’intelligenza artificiale, che rischia di desertificare le redazioni giornalistiche.
I giornalisti italiani hanno scioperato per migliori condizioni di lavoro, i cui benefici quando arriveranno andranno a vantaggio anche dei pochissimi, direttori compresi, che non hanno scioperato.

 

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Die Journalistengewerkschaft von Trentino-Südtirol teilt die Enttäuschung der überwältigenden Mehrheit der Redaktionen von Dolomiten und Alto Adige über die Vereitelung des landesweiten Streiks, der von der Nationalen Föderation der italienischen Presse ausgerufen worden ist. Verantwortlich dafür ist das Vorgehen der beiden Chefredakteure – paradoxerweise beide Mitglieder der Fnsi –, die sich dem Willen des Verlegers gebeugt und entschieden haben, die beiden Tageszeitungen dennoch erscheinen zu lassen: die Dolomiten zum dritten Mal und Alto Adige zum zweiten Mal.

Die überwältigende Mehrheit der beiden Redaktionen (mit Ausnahme weniger Einzelner bei den Dolomiten und bei Alto Adige) hat sich aus Solidarität und Verantwortungsbewusstsein gegenüber dem Beruf für den Streik entschieden – für faire Arbeitsbedingungen und nicht zuletzt für die neuen Generationen im Journalismus. Seit zehn Jahren stagnieren die Gehälter und haben real 20 % an Wert verloren, wie von Istat und Inps bestätigt wird. Wenn sogar die ohnehin bescheidene Bezahlung von Volontären und Neueingestellten infrage gestellt wird, stellt sich unweigerlich die Frage, wie attraktiv der Journalistenberuf in Zukunft noch sein kann und will – auch im Hinblick auf die Herausforderungen, vor denen unsere Branche steht, etwa durch die Einführung der künstlichen Intelligenz, die droht, die Redaktionen auszudünnen.

Die Journalistinnen und Journalisten in ganz Italien haben für bessere Arbeitsbedingungen gestreikt – deren Vorteile, wenn sie eintreten, auch den wenigen zugutekommen werden, die nicht gestreikt haben, einschließlich der Chefredakteure.

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