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BONFANTI (NO TAV TRENTO) * BARRIERE IDRAULICHE E CIRCONVALLAZIONE FERROVIARIA: «PUT DI PARTE B, NEI PROSSIMI GIORNI INIZIATIVE TESE AL SUO RITIRO»

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17.13 - venerdì 9 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Barriere idrauliche e circonvallazione ferroviaria. E’ sicuramente una buona notizia quella comunicata oggi dal Comune di Trento, per bocca del responsabile della realizzazione della circonvallazione ferroviaria, l’ing. Giuliano Franzoi, circa la realizzazione in tempi brevi ed in via prioritaria di barriere idrauliche in area Sequenza per fermare la diffusione dell’ inquinamento da piombo organico, sostanza prodotta fino al 1978 dalla SLOI e di cui è fortemente impregnato il territorio su cui insisteva la fabbrica e il potenziamento della minuscola e scarsamente efficiente barriera idraulica esistente in area ex Carbochimica, dove fino al 1984 venivano prodotte sostanze chimiche che si sono poi riversate nei terreni a sud di quello stabilimento fino ad arrivare davanti al complesso residenziale “Le Fornaci”.

Si tratta del risultato di anni di lotta dei Comitati No TAV e contro la circonvallazione ferroviaria di Trento. Un risultato che smentisce pesantemente le posizioni che fino ad ora avevano sostenuto le istituzioni pubbliche affermando a più riprese che la barriera idraulica posta a sud della Carbochimica funzionava e non c’era necessita di un suo potenziamento, e di fatto rallentando la realizzazione della barriera idraulica a sud della SLOI. Risultato quest’ultima, a differenza di quanto erroneamente ed interessatamente dichiarato dall’ ing. Franzoi, di una sentenza della Corte di Cassazione che ha costretto il Comune ad emettere verso i proprietari dell’ area (Albertini, Tosolini e Dalle Nogare e le oro società) una ordinanza per la messa in sicurezza dei quei territori risultati pesantemente inquinati da piombo dietile e trietile anche nei monitoraggi realizzati da Rete Ferroviaria Italiana, dopo che una analoga ordinanza era stata ritirata negli anni scorsi dal Comune asserendo la sua “non competenza in materia di Siti Inquinati di interesse Nazionale (SIN)”.

La decisione di realizzare le barriere idrauliche smentisce di fatto ed in maniera plateale le dichiarazioni circa il non inquinamento dello scalo Filzi e della parte nord del quartiere di Piedicastello che ha visto protagonisti in questi anni le istituzioni pubbliche provinciali e comunali e testimonia, invece, l’allargamento del SIN fino a coincidere con quanto perimetrato recentemente dal Piano Generale di Utilizzazione delle Acque Pubbliche nella “Carta delle criticità idriche sotterranee”, che estende ed amplia l’area dell’ inquinamento della falda attorno al SIN di TrentoNord.

Nei prossimi mesi si tratterà di vigilare perché alle dichiarazioni corrispondano i fatti ed in particolare sia che il progetto di realizzazione delle barriere sia realmente dimensionato rispetto alla estensione ed alla qualità dell’ inquinamento e che questo sia prioritario ad ogni altro intervento sulla falda acquifera ed in particolare che la ipotizzata “trasparenza idraulica” della circonvallazione proposta e voluta da Rete Ferroviaria Italiana, dal momento che non disinquina la falda e contribuisce significativamente ad allargare l’inquinamento, venga mandata in soffitta.

Solo la realizzazione di barriere idrauliche efficienti può infatti garantire circa una messa in sicurezza dell’ area ed è alla base di una bonifica reale ed integrale delle aree di Trento Nord.

Altro elemento positivo della comunicazione di ieri è che la realizzazione di efficaci barriere idrauliche risulta in contraddizione con il Piano di Utilizzo delle Terre di parte B, recentemente approvato dalla Commissione Tecnica PNRR-PNIEC, e riporta al centro della iniziativa politica e del dibattito pubblico la logica priorità della bonifica delle aree di Trento Nord rispetto alla realizzazione di un’ opera inutile, ambientalmente molto pericolosa per la città (visto che attraversa le aree inquinate del SIN senza bonificarle ed usando tecniche che amplierebbero l’inquinamento) e costosissima come la circonvallazione ferroviaria di Trento.

Contro il PUT di parte B chiamiamo alla mobilitazione le associazioni ambientaliste e tutti i cittadini di Trento e faremo nei prossimi giorni iniziative tese al suo ritiro, posto che è stato approvato sulla base di documentazione palesemente manipolata e falsa che ha ricevuto un inspiegabile e gravissimo avvallo anche da APPA, nonostante preveda oltre al transito della circonvallazione nelle aree inquinate anche il deposito di smarino nelle aree del SIN ed in area Sequenza.

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Elio Bonfanti, militante NO TAV

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