Stato della solidarietà internazionale regionale: programmazione finanziaria, efficacia degli interventi e prospettive per il 2026 Il valore della solidarietà e della cooperazione internazionale rappresenta, per la Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, molto più di una semplice voce di bilancio: è l’espressione di un’identità profonda che affonda le radici nel principio della pace come diritto fondamentale degli uomini e dei popoli.
Questo impegno non è “elemosina”, ma lo strumento con cui la nostra comunità partecipa attivamente alla politica estera, costruendo reti e ponti con il resto del mondo. Essere stati per decenni un “fiore all’occhiello” a livello nazionale ed internazionale in questo ambito non è un caso, ma il frutto di una visione che riconosce quanto il benessere del nostro territorio sia interconnesso con l’equilibrio globale. Tale vocazione alla solidarietà è alimentata anche dalla lunga e dolorosa storia di emigrazione che ha segnato il nostro Trentino, un’esperienza storica di sofferenza e sradicamento che ci ha resi culturalmente più sensibili e attenti ai bisogni di chi vive condizioni di difficoltà, e che dovrebbe spingerci, oggi più che mai, a mantenere alto il valore dell’accoglienza e del sostegno internazionale.
Il Testo Unificato regionale (DPReg. n. 1/L del 23 febbraio 2010) sancisce chiaramente la finalità di questi interventi: contribuire al soddisfacimento dei bisogni primari, alla salvaguardia della vita umana e all’autosufficienza alimentare in Paesi colpiti da eventi bellici, calamitosi o in condizioni di grave difficoltà economica e sociale. È paradossale notare come proprio da parte di chi ha spesso utilizzato lo slogan “aiutiamoli a casa loro” si osservi oggi un progressivo disimpegno, se non una palese ostilità, verso quegli strumenti che operano concretamente in loco per creare sviluppo e stabilità. Tagliare o rendere incerta la cooperazione significa distruggere un patrimonio materiale e immateriale fatto di relazioni, credibilità internazionale e progetti vitali che portano il nome della nostra Regione in numerosi e diversi Paesi.
Tutto ciò premesso, si interroga la Giunta regionale per conoscere:
1. quale sia stata l’entità delle risorse effettivamente stanziate ed erogate nell’ultimo quinquennio per gli interventi umanitari con una specifica suddivisione per anno.
2. Quali siano stati i soggetti beneficiari di tali contributi, indicando per ciascuno i Paesi destinatari e la natura dei progetti finanziati (sanitari, formativi, sociali o di emergenza).
3. Se negli ultimi cinque anni si siano verificati casi di revoca dei contributi già concessi o di risoluzione delle convenzioni e, qualora avvenuti, per quali precise motivazioni tecniche o inosservanze si sia giunti a tali decisioni.
4. Se e quali interventi di tipo “non monetario” siano stati messi in atto nell’ultimo quinquennio, con specifico riferimento all’invio diretto di attrezzature sanitarie, medicinali o viveri da parte della Giunta e se siano stati realizzati progetti di accoglienza temporanea sul territorio regionale finalizzati alla formazione culturale e professionale di cittadini provenienti da aree di crisi.
5. Se sia intenzione della Giunta mantenere, incrementare o ridurre il budget per l’annualità 2026 e quando verranno pubblicati gli avvisi per il prossimo esercizio. 6. Se sia stato regolarmente convocato il Comitato Consultivo, organo fondamentale di garanzia, per definire i criteri di assegnazione dei fondi.
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cons.ra regionale Mariachiara Franzoia
