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ON. URZÌ (FDI) * BOLZANO – PERSONALE MEDICO: «PATENTINI FALSI PER LAVORARE? GRAVE MA LA POLITICA DI DEVE INTERROGARE SUL PERCHÉ ACCADA»

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15.40 - giovedì 4 dicembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Patentini falsi per lavorare? Urzì (FdI): grave ma la politica di deve interrogare sul perché accada. Le ulteriori indagini su personale medico o infermieristico che avrebbe presentato documentazione falsa attestante la conoscenza della seconda lingua per poter assumere incarichi lavorativi nell’ambito dell’azienda sanitaria altoatesina (ne prendiamo conoscenza dal comunicato della procura della Repubblica di Bolzano) rivelano due profili.

Il primo è indubbiamente quello di una azione al di fuori della legge che se dimostrata deve essere severamente perseguita.
Il secondo però riguarda un aspetto che la politica e le istituzioni non possono ignorare.
Il presentare attestazioni di conoscenza della seconda lingua per lavorare costituisce una nuova frontiera che non può lasciare indifferenti.

Tanto più solo a pochi mesi dall’approvazione delle norme di attuazione fortemente volute dalle forze del centrodestra altoatesino che prevedono la possibilità di coprire ruoli vacanti all’interno delle amministrazioni statali, anche in deroga al possesso da parte dei candidati di patentino e bilinguismo, escludendo ovviamente i ruoli di relazione diretta con il pubblico.

La norma di attuazione varata dal governo Meloni e approvata dalla commissione paritetica dei sei (ma condivisa anche dalla Provincia) poneva un tema che non può più essere rinviato: si devono lasciare scoperti ruoli strategici nelle amministrazioni pubbliche o laddove esista una comprovata emergenza ed esigenza si devono coprire anche in deroga alle rigide norme su bilinguismo e proporzionale? La risposta l’abbiamo data. Si devono aprire margini sempre più ampi di assunzioni in deroga.
Perché il diritto dei cittadini ad avere un servizio efficiente viene prima di tutto.

Ora c’è da porre al centro del confronto politico sul territorio, la necessità di aprire il perimetro di queste deroghe oltre i ruoli statali, perché l’emergenza nei settori sociali e sanitario in Provincia di Bolzano è conclamata.
E a situazione di emergenza deve seguire risposta speciale.

La soluzione evidentemente non può essere l’illecito come parrebbero avere scelto di fare alcuni medici o infermieri. Ma la legge deve essere ripensata.
Perché quello che sta emergendo rappresenta la punta di un iceberg preoccupante. Si è disposti a violare la legge per occupare posti pubblici che altrimenti rimarrebbero deserti.

Non è accettabile che si violi la legge per fare questo, ma le istituzioni devono porsi il problema di perché accada e perché accada in una dimensione così ampia.
Il rischio è di rendere ingestibili servizi ai cittadini che invece abbiamo il dovere di garantire.
E non è ammissibile rendere ingestibili servizi ai cittadini per le maglie troppo strette di norme che evidentemente non sono più calate nel tempo attuale.

Del tema ha già discusso senza poter assumere una iniziativa vincolante la commissione paritetica dei sei a seguito del dibattito sull’approvazione della precedente norma di attuazione di deroga a bilinguismo e proporzionale per i ruoli statali.
Perché l’emergenza oggi è conclamata nei ruoli provinciali, in particolare nella sanità e nel sociale.
E non si può rimanere a guardare. Lo ha dichiarato l’onorevole Alessandro Urzì, coordinatore regionale di Fratelli D’Italia del Trentino Alto Adige e presidente della commissione paritetica dei sei

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