(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Shalabayeva, Coisp: sentenza che colpisce chi ha fatto il proprio dovere. “Il giorno in cui cinque servitori dello Stato vengono condannati senza che venga riconosciuta la complessità e la gravità del contesto in cui hanno operato, è un giorno che aggiunge una ferita alla Polizia di Stato. La Corte d’appello di Firenze ha confermato la condanna dei cinque poliziotti: una decisione che rispettiamo, ma che non possiamo fingere di non vedere per ciò che rappresenta, ovvero l’ennesima sentenza che guarda alla superficie e non al quadro reale. Quella del caso Shalabayeva è stata un’operazione gestita in poche ore nel rispetto delle ordinarie procedure. Quei Poliziotti sono stati chiamati ad agire e hanno agito, adempiendo al proprio dovere in un contesto operativo estremamente complesso.
Il punto è che oggi, dieci anni dopo, vengono condannati come se fossero stati loro i decisori, mentre chi ha avuto responsabilità di livello superiore liquida tutto parlando di ‘irregolarità procedurale’, come fosse un semplice inciampo burocratico. Perché è facile giudicare col senno di poi, molto meno assumersi il peso della verità: quelle operazioni si svolgono in condizioni estreme, con margini stretti e responsabilità enormi scaricate su chi deve agire all’istante. Resteremo accanto ai nostri colleghi e non per spirito corporativo, ma perché la verità processuale non può cancellare la verità operativa. Ed è quest’ultima, troppo spesso, a non entrare nei verdetti”. Lo dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario del Sindacato di Polizia Coisp.
