(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Italia, dati ISPRA e dati Provincia Autonoma di Trento: i lupi in Italia attaccano le persone oltre il doppio delle volte rispetto agli orsi. Inviata alla Provincia Autonoma di Trento, oltre a una richiesta di rettifica dei dati sul sito, anche una domanda se negli ospedali si effettuino i tamponi per le analisi del DNA a eventuali persone che dichiarino di essere state attaccate da presunti lupi o sciacalli dorati.
Prima i numeri, chiari. Secondo il Servizio Faunistico della Provincia Autonoma di Trento negli ultimi 150 anni in Italia sono documentate 9 aggressioni da orso nei confronti dell’uomo, di cui una fatale nel 2023. Tutte avvenute in Trentino. Per quanto riguarda invece gli attacchi da lupo, sempre negli ultimi 150 anni (ossia dal 1875) in Italia solo le persone predate e uccise, ossia esclusi i feriti sopravvissuti, sono state almeno 5 (donna, 1914, Roccaraso; uomo, 1917 circa, Palena; donna, 1922, Rivisondoli; uomo, 1922, Cittaducale; uomo, 1923, Marradi). Fonte, lo zoologo prof. Giuseppe Altobello. ossia proprio colui che individuò, oltre alla sottospecie orso bruno marsicano, la sottospecie Canis lupus Altobello, poi rinominata Canis lupus italicus Altobello.
Il Servizio Faunistico della Provincia Autonoma di Trento però curiosamente spiega che il lupo è un animale schivo ed elusivo di per sé, non attacca l’uomo, non lo riconosce come possibile preda, bensì come una minaccia da cui allontanarsi velocemente. Ma recentemente l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), branca scientifica del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, ha ufficialmente dichiarato che a causa dell’aumento del numero dei lupi (l’Italia è lo stato europeo com il maggiore numero di esemplari): La paura nei confronti di questa specie è alla base dell’allarme che si sta generando, tenuto conto che negli ultimi anni sono stati registrati in Italia diversi casi di incidenti con ferimento di persone da parte di alcuni lupi (…) L’ISPRA negli ultimi dieci anni è stato sempre più frequentemente chiamato a fornire supporto agli organi locali (Comuni, Regioni, Province Autonome, Aree protette e Prefetture) nel gestire situazioni di allarme sociale legate a questo fenomeno. Sono state ben 100 le situazioni in cui è stato interpellato l’Istituto negli anni 2017-2024, di cui 61 solo nel biennio 2022-2023 (https://www.isprambiente.gov.it/it/news/le-interazioni-tra-uomo-e-lupo).
Il Servizio Faunistico della Provincia Autonoma di Trento dichiara, è vero, che di norma il lupo non attacca l’uomo. Che significa di norma? Perché invece non fornire i dati ufficiali dichiarati da ISPRA? Che infatti ha recentemente riportato: Nell’arco temporale 2017-24, sette sono stati gli individui di lupo che hanno manifestato un atteggiamento aggressivo nei confronti dell’uomo, realizzando 19 aggressioni, tra cui gli 11 attacchi di una singola lupa registrati a Vasto nell’estate del 2023. A questi eventi si aggiunge il recente caso di Agnone, in Provincia di Isernia, avvenuto lo scorso 10 giugno, nel quale una femmina di lupo ha morso una ragazza ed è stata immediatamente catturata e trasferita in un recinto del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Quindi 20 attacchi con feriti! Da notare che i casi citati da ISPRA sono solo quelli accertati in base all’esame del DNA, quando fatti. Il conteggio degli attacchi della sola lupa di Vasto in realtà è di 15, solo che gli esami del DNA sui feriti prima non erano stati fatti durante le cure ospedaliere.
Da notare che recentemente solo per fortuna non ci sono state vittime da lupo in Italia. La lupa di Vasto in due occasioni attaccò, ferì e tentò di trascinare via, addirittura di giorno e sulla spiaggia, due bambini di 4 anni, salvatisi solo perché i genitori li trattennero disperatamente tenendoli per le gambe. Un bambino di 5 anni invece, addirittura in un parco pubblico dentro la città di Roma, fu ferito ma salvato, e a fatica, solo dall’intervento dello zio e di un gruppo di nove adolescenti. Da notare che ad oggi nessun lupo è mai stato abbattuto legalmente in Italia – persino quelli che hanno ripetutamente attaccato esseri umani, anche con tentativi di predazione di bambini rimasti feriti, come a Vasto, Roma, Casalbordino, Finale Ligure –, nonostante sia previsto in deroga da anni dall’art. 16 della Direttiva Habitat, deroga largamente applicata da altri stati soggetti (la stessa dell’Italia, ma da noi non si fa), a questa Direttiva. Secondo diversi studiosi, il regime di protezione in vigore ormai da decenni ha ridotto o fatto scomparire nel lupo la paura nei confronti dell’uomo, come evidenziato dall’aumento dei casi di lupi confidenti che non fuggono immediatamente ma che anzi tollerano la vicinanza dell’uomo anche a distanze ridotte, pure di giorno e persino dentro città come Roma e Milano.
Da notare che almeno 220 lupi popolano la Provincia Autonoma di Trento, nonché oltre 100 (150? 200?) orsi adulti, ossia cuccioli esclusi. Tuttavia il Servizio Faunistico della Provincia Autonoma di Trento dichiara anche dove ci sono gli orsi è possibile raccogliere funghi, andare a caccia, raccogliere la legna, andare a passeggio, fare sport, lasciare liberi i bambini (https://grandicarnivori.provincia.tn.it/Comunicazione/FAQ). Veramente c’è qualcuno che lascerebbe liberi i bambini con questi numeri di lupi e orsi vaganti? Anzi, il Servizio Faunistico specifica: Gli orsi tendono ad assumere comportamenti volti a prevenire la possibilità di incontri sgraditi con l’uomo, come frequentare zone poco disturbate dagli umani, concentrare l’attività nelle ore crepuscolari e notturne, nascondersi e riposare nelle ore centrali della giornata. Quando gli incontri con l’uomo avvengono comunque, nella grande maggioranza dei casi gli orsi si allontanano rapidamente. Peccato che il povero Andrea Papi sia stato attaccato e ucciso dall’orsa JJ4 (che aveva già attaccato e ferito altre persone e quindi secondo il protocollo scientifico PACOBACE avrebbe dovuto essere abbattuta! E pertanto non avrebbe ucciso Andrea) di pomeriggio mentre faceva footing su una strada sterrata a poche centinaia di metri dalle case.
L’ISPRA ha sempre dichiarato che lupi e orsi sono pericolosi, e pure il dr. Andrea Mustoni, del Parco Naturale Adamello Brenta e che è stato il coordinatore tecnico del progetto LifeUrsus e ha gestito il processo di reintroduzione degli orsi sulle Alpi (o meglio, nei fatti, nel Trentino…). Mustoni dichiarò e dichiara tuttora: “Ho sempre detto, e l’ho anche scritto nei miei libri, che prima o poi gli orsi avrebbero aggredito qualcuno, l’avrebbero ucciso. La cattura degli orsi problematici, seguita dall’ergastolo, non funziona, e l’unica soluzione è l’abbattimento”. Visto che ogni esemplare può mutare comportamento, tutti gli orsi del Trentino sono potenzialmente pericolosi, nessuno escluso. L’orso non è “cattivo” ma neppure “buono”, come invece tanti, giornali inclusi, cercano di spacciare, insieme a chi con il business dei grandi predatori continua a lucrarci. Ma, ripetiamolo, il Servizio Faunistico della Provincia Autonoma di Trento dichiara anche dove ci sono gli orsi è possibile raccogliere funghi, andare a caccia, raccogliere la legna, andare a passeggio, fare sport, lasciare liberi i bambini.
Si fa sempre un paragone come gestione, da parte degli animalisti/ambientalisti, del Parco Nazionale di Yellowstone, negli Stati Uniti. Ebbene questo parco è vasto 8.983 km² (1/3 più grande della Provincia di Trento, ossia più della Corsica, e ha spazi selvatici immensi) ma ha solo 124 lupi e circa 150 orsi bruni! E in quel parco i residenti sono solo 1.057 (millecinquantasette) e non esistono allevamenti di bestiame. E i lupi e orsi problematici e pericolosi per l’uomo vengono abbattuti dalle autorità, subito e senza scampo. Visto che la gran parte degli orsi vive solo in una parte della Provincia Autonoma di Trento, lì ogni esemplare ha a disposizione solo 23 km² circa (per capire, meno di 5 km per 5), che è nulla se si considera che nel famoso Parco Nazionale di Yellowstone ogni orso bruno ha invece a disposizione 60 km². Con la differenza che il numero annuale di turisti a Yellowstone è decine di volte inferiore a quello del Trentino. Insomma, orsi e lupi sono ormai veramente troppi e nonostante le precauzioni causano anche enormi danni agli allevatori, e sofferenze al bestiame. Ormai non è più il caso di chiedersi se ci sarà un altra vittima umana, ma quando avverrà.
Per ultimo, l’Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali ha chiesto formalmente alla Provincia Autonoma di Trento se abbia già provveduto ad allertare gli ospedali affinché effettuino i tamponi per le analisi del DNA a eventuali persone ferite e che dichiarino di essere state attaccate da presunti lupi (o sciacalli dorati, anch’essi in forte aumento e di cui si conoscono attacchi pur rari a esseri umani).
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Associazione Nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali
