Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
Il Trentino scommette sull’idroelettrico di media potenza e basso salto: l’Adige è la nostra forza, l’autonomia energetica il nostro futuro.
Il mini idroelettrico è la nostra arma per un futuro sovrano e sostenibile, con l’Adige come simbolo di una visione autonomista che guarda all’Euregio. “La tecnologia moderna lo rende possibile, l’Europa lo impone con forza”, scrive Paolo Farinati su QualEnergia.it (17/03/2025), celebrando un’energia pulita, con efficienza oltre l’85% e zero CO2. Basta investimenti fuori regione: Dolomiti Energia deve ruggire, valorizzando le risorse già presenti sul nostro territorio, senza disperdere risorse in investimenti lontani dagli interessi della comunità trentina.
Secondo l’European Small Hydropower Association si definiscono mini-idroelettrico gli impianti sino a 10 MW installati. In Italia, per convenzione, 3MW di potenza installata viene considerato il limite superiore per definire un mini impianto. Di conseguenza gli impianti da realizzare sul fiume Adige li definirei di media potenza e basso salto.
La strategia è chiara: autonomia energetica, controllo locale delle risorse idriche e un’alleanza “blu” con Bolzano e Innsbruck per dominare l’idroelettrico su Adige e Inn. Fiumi che, come ricorda Farinati, “da anni ci donano energia sovrana e pulita”. L’acquisto della quota Maquerie in HDE da parte di D.E. Holding è stato un passo positivo, reso ancora più solido dalla garanzia che nessuna cessione avverrà a cordate concorrenti. Ma non basta: serve una politica energetica provinciale forte, non delegata a Dolomiti Energia, che troppo spesso ha guardato altrove, inseguendo eolico e solare fuori regione. Scelte figlie di strategie europee discutibili, mentre paesi come Francia e Norvegia puntano su nucleare e idroelettrico.
Il Trentino ha una risorsa unica: l’Adige. Da Bolzano ad Ala, il suo tratto pianeggiante può ospitare parecchie centrali idroelettriche ad acqua fluente e basso salto, ciascuna caratterizzata da considerevole potenza installata. Un potenziale enorme, capace di produrre energia continua senza danni ambientali, consentendo la regimazione del fiume Adige in modo da impedire le esondazioni che con variabile cadenza periodica coinvolgono importanti aree agricole e zone abitate collocate lungo il suo corso.
Il futuro energetico delle comunità trentina, sud-tirolese e tirolese si trova tra le montagne del rispettivo territorio, non di certo nei parchi eolici e fotovoltaici nel sud Italia e non può essere ricercato flirtando con le public utilities di Verona e Vicenza: il futuro è qui, tra le nostre montagne. Recuperare i bacini esistenti non è solo tecnica, è un atto politico: tariffe agevolate per trentini, sudtirolesi e tirolesi, lavoro per le 4.500 imprese del settore, indipendenza energetica da un’Italia che da sempre ci vede come periferia.
Le istituzioni sulle quali si incardina l’Autonomia, in via di sofferta rideterminazione per dare la luce ad un aggiornato Statuto nel quale dovranno essere condensate le aspirazioni che scaturiscono dal comune sentire delle comunità trentina e sudtirolese, hanno davanti a loro unitamente alle parallele istituzioni del Land Tirolo, una storica missione alla quale, d’ora in avanti dovrà essere riservata molta più attenzione ed impegno di quanto fatto sinora.
La storica missione è costituita dalla graduale, progressiva trasformazione dell’attuale GECT (Gruppo Europeo di Cooperazione Transfrontaliera), denominato Euregio in una reale Regione Autonoma Europea, come tale riconosciuta dai competenti organi europei, italiani ed austriaci. Una Regione Europea dotata di propri poteri, concorrendo alla materiale formazione di quell’Europa la cui assenza sullo scenario internazionale viene avvertita in modo crescente.
Non è una possibilità dei tempi presenti e di prossimo futuro la integrazione della esistente struttura di produzione idroelettrica locale in un quadro istituzionale euroregionale, ma sarà una naturale necessità del futuro non troppo lontano.
E’ invece, una possibilità dei tempi presenti e prossimo futuro proporre, pensare, progettare, promuovere azioni coerenti alla realizzazione di un consorzio alpino che unisca Trento, Bolzano e Innsbruck, con Dolomiti Energia, Alperia e TIWAG protagoniste. L’obiettivo dell’integrazione euroregionale nelle attività idroelettriche è la strada giusta e corretta, ma dovrà inserirsi in un progetto istituzionale più ampio: un’Euregio con poteri propri, motore di sviluppo e autonomia. Un percorso lungo, certo, ma inevitabile.
Nel frattempo la Provincia Autonoma di Trento deve agire con urgenza, enfatizzando i poteri derivanti dal ruolo di socio rilevante, in modo da bloccare l’orientamento espresso sul giornale l’Adige del 28.03.2025 dall’attuale amministratore delegato di Dolomiti Energia Holding e che si i sostanzia nel rendere il gruppo “più forte e sostenibile nel lungo periodo, meno dipendente dall’idroelettrico.” Una scelta strategica caratterizzata da inadeguata e scarsa visione sul futuro di lungo periodo degli sviluppi inevitabili nella produzione di energia elettrica.
La Provincia Autonoma di Trento deve riappropriarsi della politica energetica nel medio e lungo periodo, non lasciandola delegata allo strumento operativo che controlla assieme ad altre amministrazioni pubbliche locali. Nel quadro di una aggiornata e saggia politica energetica del Trentino non può mancare un nuovo percorso che porti ad investire sull’idroelettrico locale di media potenza ed a basso salto, riducendo l’enfasi su investimenti su fonti discontinue, come solare ed eolico, portatrici di problemi ambientali sin dalla fase di realizzazione, ma sopratutto a fine vita.
“L’acqua è pubblica e deve avere ricadute pubbliche”, questo il motto. Con essa arrivano sicurezza per le valli, lotta alla crisi climatica e occupazione. Il Trentino vuole decidere, non subire. Sulle rive dell’Adige scriviamo il nostro futuro: un’energia pulita, nostra, per la nostra gente.
*
Walter Kaswalder
Consigliere provinciale PATT
